Quattro ore al giorno e due mesi all’anno sui social: gli studenti di Cesena studiano l’abuso del web

Tra gli effetti della pandemia Covid e del dover stare in casa si devono mettere di certo in conto, oltre al forte senso di solitudine, l’abuso di internet e dei social da parte degli adolescenti. I social sono infatti diventati, ancora più di prima, il loro unico contatto col mondo dei coetanei in questi mesi. In questa condizione, forzata e senza precedenti, la rete ed i social possono essere croce e delizia. Un’arma a doppio taglio. Positiva per imparare, distrarsi, giocare. Di valore opposto quando l’uso diviene compulsivo, se non portare ad uno stato depressivo oppure a commettere azioni rischiose, come per esempio alcune tristemente divenute famose “challenge” al centro di tristi fatti di cronaca.

In uno studio a livello nazionale, condotto su 2mila fra ragazzi e ragazze dagli 11 ai 18 anni dall’Osservatorio scientifico della no-profit Movimento Etico Digitale, è emerso come il 79% dei ragazzi trascorre più di 4 ore al giorno sui social, ossia 28 ore a settimana, 120 ore al mese, due interi mesi in un anno. Hanno tentato invano (il 52%) di ridurre il tempo on line e sono abbastanza consapevoli (il 33%) di fare un utilizzo eccessivo dello smartphone. Lo sbloccano in media 120 volte al giorno e lo usano, oltre che per essere connessi ai loro coetanei tramite i social, anche per vedere film o ascoltare musica fino a tarda notte. Ed un ragazzo su 2 dichiara che gli capita di “scattare”: rispondere male o alzare la voce se disturbato.

Questo il quadro nazionale, ma come e quanto utilizzano Tik tok, Instagram, Twitter, Facebook ed altri social durante i lockdown i nostri ragazzi?

La redazione del giornale scolastico “Righe dal Righi” ha condotto un’indagine all’interno della scuola, sottoponendo ai compagni un questionario. «Dai dati raccolti si nota una netta prevalenza di Instagram, presente in quasi tutte le risposte; al secondo posto troviamo Tik Tok, seguito da Twitter. Al contrario, Facebook è poco utilizzato dai giovani».

«Dal sondaggio è emerso che la maggior parte dei ragazzi è poco attiva e solo una piccola parte degli studenti (solo 5 su 127) ama condividere la propria vita quotidiana sui social» scrivono Lia Fabbri, Agnese Pieri, Agnese Rossi, Anna Rossi Matilde Rossi e Martina Spinelli autrici dell’indagine. Che poi i social siano stati i protagonisti del contatto con l’esterno per i giovani durante i lockdown emerge dal fatto che circa il 77% dei ragazzi ha aumentato notevolmente le ore di utilizzo passando dall’una alle tre ore al giorno (quasi il 72%) e solo una piccola parte (16,5%) vi trascorre più di tre ore.

«Molti si limitano a fare da “utenti spettatori”, passando il loro tempo tenendosi aggiornati o svagandosi guardando e commentando post di ogni tipo. Dai risultati ottenuti abbiamo al primo posto, come ci si poteva aspettare, i post informativi. Il 67,5% dei ragazzi scelgono i social media come strumento d’informazione. Al secondo posto, con il 60,3%, troviamo i post comici, tra cui principalmente i “meme”: immagini con contenuti umoristici che hanno lo scopo di strappare un sorriso. Molto gettonati sono anche i post riguardanti lo sport, un 50,8% e circa il 54,8% dei ragazzi del sondaggio si interessano di musica e seguono i loro cantanti preferiti sui social».

Agli ultimi posti fra gli argomenti seguiti nei troviamo post di gossip e rumors, (30,2%) e post che parlano di cucina, cinema, libri, arte, scienza, astronomia, moda e tutti i post riguardanti hobby e interessi personali dei ragazzi. Infine il 54,3% dei ragazzi ritiene che gli scritti nei vari social siano abbastanza adatti a tutte le fasce di età, anche per piccoli tra i 9 ed 11 anni, solo un 5,5% li ritiene molto adatti. Il restante degli intervistati crede che i contenuti siano poco adatti ai più piccoli.

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