RAVENNA. Settimana intensa per il festival jazz regionale “Crossroads”, che cala alcuni degli assi che ha nella manica: si comincia con il percussionista indiano Trilok Gurtu, questa sera a Imola, per proseguire con due formazioni guidate da Fabrizio Bosso, artista residente nel festival. Il trombettista torinese sarà a Russi giovedì 18 aprile con lo Spiritual Trio, e a San Mauro Pascoli venerdì 19 aprile con il suo quartetto.

Trilok Gurtu
Si parte quindi stasera alle 21.15 dal teatro Ebe Stignani di Imola con Trilok Gurtu, che abbiamo già visto a Crossroads quest’anno, stavolta con un quartetto internazionale che prende il suo nome: la Trilok Gurtu Band. Il sessantottenne maestro delle percussioni di Bombay è una delle personalità più importanti a livello mondiale per quanto riguarda la tecnica percussiva applicata al jazz, al pop e, soprattutto, alla world music. Ovviamente il suo strumento principe sono le tabla, ma il set di percussioni e oggetti, anche non appositamente nati per fare musica, che Gurtu usa è sterminato e sorprendente. Scoperto e lanciato da John Mc Laughlin, il musicista indiano ha poi lavorato con moltissimi artisti in diversi generi musicali, perfino nel pop, con Ivano Fossati, Marina Rei, Gianna Nannini e Adriano Celentano.

Tra le sue moltissime incisioni, merita una citazione “Spellbound”, del 2013, tributo al suo maestro Don Cherry, con la partecipazione di alcuni tra i migliori trombettisti mondiali, tra cui Paolo Fresu e Nils Petter Molvaer, alle prese con brani originali e composizioni di Dizzy Gillespie e Miles Davis. La formazione che vedremo a Imola comprende Frederik Koster alla tromba, Tulug Tirpan alle tastiere e Jonathan Ihlenfeld Cunado al basso elettrico. Biglietti a 20 euro.
Spiritual Trio
È Fabrizio Bosso, come dicevamo, il protagonista dei due concerti successivi. A partire dall’esordio con il disco Fast Flight (2000) Bosso ha collaborato con i migliori jazzisti italiani (Stefano Di Battista, Paolo Fresu, Flavio Boltro, Enrico Rava), ma ormai siamo abituati ad ascoltarlo soprattutto in veste di leader in contesti orchestrali, oppure con i gruppi a suo nome, dal quintetto al trio. Parallelamente all’attività jazzistica, ha frequentato palchi e dischi pop, usandoli come trampolino per la visibilità, ad esempio con Sergio Cammariere, Raphael Gualazzi, Mario Biondi, Nina Zilli e Nicola Conte. Il teatro comunale di Russi ospita giovedì 18 aprile alle 21 lo Spiritual Trio. Questa formazione, tutta piemontese, è stata creata dal trombettista nel 2008 per dedicarsi al repertorio di musica afroamericana di vocazione religiosa, come gospel e spiritual, appunto. Nel 2011 ha inciso il primo cd “Spiritual”, in cui rileggeva standard del genere con approccio swing e hard bop, da sempre il marchio di fabbrica di Bosso. La stessa operazione di unione tra la musica del Signore e quella degli uomini caratterizza anche il secondo album “Purple”. Alberto Marsico all’organo Hammond e Alessandro Minetto alla batteria sono i restanti due terzi del trio. Ingresso a 18 euro.

Fabrizio Bosso Quartet
La sera successiva alle 21.15 nel teatro di Villa Torlonia a San Mauro Pascoli ritroveremo Bosso con la sua band più classica e consolidata: il Fabrizio Bosso Quartet. La formazione che vedremo è quella stabilizzatasi, dopo molti cambiamenti, nel 2017, con l’album “State of the art”; raccoglie intorno al trombettista alcuni tra i migliori jazzisti italiani: Julian Oliver Mazzariello al pianoforte, Jacopo Ferrazza al contrabbasso e Nicola Angelucci alla batteria. Biglietti a 15 euro. www.crossroads-it.org

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