Trilogia d’autunno del Ravenna festival: oggi “Così fan tutte”

E tre! “Così fan tutte” chiude il ciclo dei capolavori di Mozart-Da Ponte scelto per questa edizione della Trilogia d’autunno che da una decina d’anni arricchisce il già articolato programma di Ravenna festival, quasi come un ponte verso la stagione operistica invernale. Un teatro tanto gremito forse non si vedeva dai tempi pre-pandemici.

Una sera dopo l’altra, dunque, rigorosamente nell’ordine di composizione, Ivan Alexandre ha ridisegnato per il teatro ravennate la sua regia nata per i teatri di Versailles e Drottningholms, su una scenografia agile e funzionale, che riporta a un’idea antica di teatro itinerante e che ben si sposa ai costumi di ispirazione settecentesca. Una scelta, scenografica e registica, che nell’economia drammaturgica più asciutta e lineare del Così, ma anche per il gioco di finzione che attraversa tutta l’opera, guadagna in efficacia e adesione al tracciato narrativo. È proprio un gioco, infatti, a fornire l’elemento visivo che, nella fissità della struttura, caratterizza questo rispetto agli altri due titoli: gli interpreti giocano a carte aspettando l’inizio della recita; a carte giocano i due giovani fidanzati incalzati dalla proposta di Don Alfonso, quell’inganno da cui scaturirà l’azione, e lo stesso fanno le due sorelle soppesando pro e contro degli audaci consigli di Despina. E pure alla fine, a intrigo risolto e velo nuziale indossato, le giovani coppie riprendono la “partita”. Quelle stesse carte diventano scena.

Veniamo agli interpreti: proprio nei panni di Fiordiligi, Ana Maria Labin (già Contessa nelle Nozze) ha dato il meglio di sé, grande sicurezza di intonazione e ricchezza espressiva; molto nel ruolo anche José Maria Lo Monaco, come Dorabella, così come la frizzante interprete di Despina, Miriam Albano. Infine, il versante maschile, guidato da Christian Federici, la sera prima Don Giovanni, qui un Don Alfonso dalla grana scura e piena, insieme ad Anicio Zorzi Giustianiani e Florian Sempey (chiamato a sostituire la voce comprensibilmente affaticata di Robert Gleadow, dopo due impegnative recite), rispettivamente Ferrando e Guglielmo, entrambi più che convincenti. E se l’accompagnamento al fortepiano dei recitativi affidato a Lars Henrik Johansen è apparso (in tutti e tre i titoli) piuttosto singolare, forse troppo dinamico e a tratti “instabile”, la direzione di Tais Conte Renzetti sul podio dell’Orchestra Cherubini non ha lasciato spazio a critiche.

Lo spettacolo, che chiude l’intera trilogia, è in replica oggi pomeriggio alle 15.30.

Info: 0544 249244 oppure www.ravennafestival.org

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