RICCIONE. Con sentenza depositata sabato scorso, 25 gennaio, il Tribunale di Rimini accetta il ricorso presentato da una coppia di donne che chiedeva all’Anagrafe del Comune di Riccione l’iscrizione di entrambe come genitori nell’atto di nascita del figlio. Indicando, più precisamente, quale secondo genitore la madre che ha donato i propri ovuli per la fecondazione medicalmente assistita, poi portata a termine dalla compagna. La coppia ha presentato ricorso nel novembre del 2018 e l’udienza di fronte al Tribunale ordinario si è celebrata ad aprile, ma la sentenza è stata depositata solo nei giorni scorsi, a conferma, commenta l’Amministrazione comunale della Perla Verde, della “particolare delicatezza della materia trattata”. La sentenza, aggiunge il Comune, “va a colmare un vuoto normativo, non diversamente sanabile” dato che “a tutt’oggi in Italia, non vi è una legge che dice che è possibile indicare come secondo genitore una persona dello stesso sesso del primo”. Per questo – è la giustificazione del Comune di Riccione per il proprio operato – l’ufficio Stato civile si era opposto alla richiesta della coppia. Situazione ora ribaltata dalla decisione di Palazzo di giustizia: dunque, come disposto dalla sentenza del Tribunale di Rimini, procederà ora all’annotazione dell’atto di nascita dei figli delle due donne come genitori.

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