Trent’anni di “Siola d’oro” in onore di Lina Pagliughi

Fu nella serata dell’8 maggio del 2013 tenutasi al teatro Bonci che si celebrò l’ambito traguardo della 15ª edizione del Premio di prestigio internazionale per la lirica La siola d’oro a cadenza biennale dedicata a Lina Pagliughi tramite l’organizzazione storica dell’associazione di Gatteo a Mare a lei intitolata con il sostegno dello stesso Comune e della Banca di Credito Cooperativo locale. In quell’edizione il premio fu assegnato alla giovane soprano australiana Jessica Pratt; in quell’anno la Siola d’oro segnava il felice traguardo dei suoi trent’anni di vita non sapendo che avrebbe segnato anche l’ultimo della sua importante storia. Le difficoltà sopravvenute legate alla carenza di risorse economiche costringeranno il comitato organizzatore ad abbandonare quell’iniziativa dai forti connotati artistico culturali ideata sin dai suoi esordi con tanta passione.

Ne colma in parte il vuoto il bel libro appena edito dalla Sicograf di Cesenatico Un volo di trent’anni per una voce senza tempo in memoria di Lina Pagliughi, curato con precisione storica, ricchezza di testimonianze e particolari inediti dal noto musicologo bolognese Piero Mioli. Egli stesso, nella prima parte che intitola “Prima puntata”, sottolinea il fatto che «di questo premio, che ha costituito uno dei casi più fortunati vivendo dal 1983 al 2013 e impostandosi sopra il solo tipo vocale dell’insigne soprano Lina Pagliughi, si vuole disegnare una breve cronistoria che ne scorra tutte le tappe, ma in particolare ne fissi quelle meglio documentate».

In questa descrizione emerge non solo il lungo scorrere dei trent’anni della vita della Siola, ma un quadro panoramico della lirica nazionale ed internazionale di quegli anni. Rivive il tutto nei puntuali resoconti critici delle voci di soprano che hanno ricevuto il premio. Di grande interesse la galleria straordinaria di queste celebri prime donne premiate, di cui nel testo si ricorda quanto fu complessa la ricerca da parte della giuria non a caso di famosi esperti, a iniziare dal compianto critico torinese Giorgio Gualerzi. Bisognava avvicinarsi il più possibile non solo alle scelte interpretative e al repertorio della mitica cantante italo-americana nata nel 1907 a New York e morta nel 1980 a Gatteo, una delle grandi interpreti della prima metà del secolo scorso del repertorio lirico leggero di tradizione, ma anche al profilo della sua stessa carriera intrapresa sino agli anni cinquanta.

Nel 1983 fu la grande voce di Luciana Serra a inaugurare l’albo d’onore perché, come rimarca il critico Mioli nella Seconda puntata del libretto, parve e «fortunatamente pare tutt’ora la voce più assimilabile a quella della Pagliughi, l’erede ideale della sua vocalità».

Motivazioni che si allargheranno al valore di altre soprano dai pregi tecnici e vocali distintivi, come l’americana June Anderson, Mariella Devia per approdare alla giovane soprano spagnola Enedina LIoris, alla bergamasca Denia Mazzola, alla coreana Sumi Jo arrivando alla immortale Joan Sutherland, per ricordarne alcune.

Dalle belle artistealle immagini di Lina in scena

La disamina del libro comprende anche la storia documentata delle fonti di stampa e di critica degli attesi appuntamenti concertistici delle voci premiate, in quanto il recital era la condizione richiesta per ricevere il famoso premio consistente nella straordinaria spilla in oro e brillanti creata dagli orafi di Valenza Po riproducente il simbolico gabbiano di mare tanto amato da Pagliughi.

Un libro di 61 pagine corredate e illustrate efficacemente dalle belle immagini di scena di Lina e di tutte le artiste con la bella presentazione dello storico riminese docente universitario Stefano Pivato. Grazie inoltre all’impegno di Andrea Pivato, di cui il commento iniziale, e di Silvia Benvenuti, unici superstiti della associazione della Siola, il libro deve la luce con il determinante sostegno economico di varie ditte ed enti di Gatteo. C.M.

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