Trekking nella Vena del Gesso, un’opportunità per ragazzi

Per la fine dell’anno la Vena del Gesso Romagnola sarà protagonista di un evento speciale: il “Campo scuola invernale itinerante”. Si tratta di un trekking-camp con zaino in spalla, dedicato ai ragazzi dai 14 ai 17 anni e si svolgerà lungo i crinali selvaggi della Vena del Gesso Romagnola, dal 27 al 30 dicembre. Si tratta, spiegano dall’associazione La Nottola che lo ha organizzato, di «un’avventura immersiva che punta alla socializzazione e all’esaltazione dello spirito di gruppo in contesti fortemente suggestivi e stimolanti, lungo il nuovo cammino della “Via del Gesso”». Ad accompagnare i più giovani sarà Roberto Calzolari, Guida ambientale escursionistica e presidente dell’associazione La Nottola Aps-Asd, che da molti anni si occupa di educazione all’aria aperta e di fare proposte a stretto contatto con la natura che possano lasciare un segno positivo nel percorso di crescita di bambini e ragazzi. «Nella difficile fase di vita di passaggio dall’infanzia attraverso l’adolescenza verso l’età adulta, la rete delle relazioni e delle amicizie rappresentano un elemento fondante per costituire la propria identità – spiega Piero Gualandi, direttore dell’associazione La Nottola – La crisi pandemica ha creato delle situazioni di scompenso nella costituzione di questi importanti legami tra i ragazzi, favorendo la sostituzione delle relazioni personali con delle relazioni mediate da uno schermo, o comunque virtuali, dove è venuto meno per il contatto fisico attraverso cui passano molti elementi emotivi e gran parte della comunicazione non verbale». Per Gualandi, «questi stessi ragazzi, rispetto alle generazioni precedenti, già prima della pandemia avevano sempre meno possibilità di vivere esperienze forti e concrete a stretto contatto con la natura. Nell’ultimo decennio si sono verificate le condizioni per la prima volta nella storia dell’umanità in cui i nostri ‘cuccioli’ hanno poco potuto sperimentare il gioco libero in natura.

Ecco che quindi proponiamo ai ragazzi un’esperienza “vera”, all’aria aperta, dove poter godere delle sensazioni corporee semplici e basilari ma estremamente importanti come la fatica e la soddisfazione, il freddo, la sete, la gioia, la stanchezza e il riposo». Un’esperienza concreta, dunque, in cui poter vivere una relazione stretta con altri coetanei non mediata da mezzi virtuali. Una proposta che può aiutare i ragazzi anche nella consapevolezza del momento e dell’istante presente per vivere il tanto difficile qui ed ora, spesso così lontano dal nostro sistema sociale». Il programma? Volutamente non c’è, perché a decidere cosa fare è un po’ anche lei, la natura. «La proposta invece insiste sulle suggestioni che vivranno i ragazzi posti in ambiente naturale – aggiungono dalla Nottola – Sarà l’occasione per valorizzare quelle scintille di curiosità che stanno alla base dell’apprendimento e che variano da individuo a individuo. Le piante, le tracce degli animali, la dinamica esplorativa, la curiosità di vedere che cosa c’è oltre una collina, il capire, ragionando, come l’acqua lavora e scioglie la roccia: tutte queste cose saranno potenziali scintille che si potranno accendere nel gruppo di ragazzi e saranno valorizzate costruendo insieme a loro il divenire della giornata».

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