Uno degli ultimi pensieri su Facebook, quelle perle di saggezza che da sempre dispensava agli amici, lo ha dedicato alla fragilità umana. Non immaginava che di lì a poco l’avrebbe sperimentata su di sé: uscito di casa per fare un salto al bar non è più rientrato. Travolto, dopo poche decine di metri, da un’auto mentre, in sella alla bici elettrica, attraversava la strada. L’incidente risale a mercoledì scorso sulla via Emilia a Santa Giustina attorno alle 19.30, ma Giovanni Zavatta non ce l’ha fatta. Nonostante i tentativi dei medici (era stato trasportato in elicottero in ospedale) ieri alle 15.30 è morto al Bufalini di Cesena. Aveva 72 anni, compiuti da meno di una settimana, era separato con due figli: Luca, che vive e lavora a Rimini, e Margherita, trasferitasi da tempo in California (Usa) e madre di un bambino di tre anni.

La notizia della tragedia ha suscitato lo sconforto nei tantissimi amici di ogni età, che ammiravano Zavatta per intelligenza, anticonformismo e per la sua formazione cultura profonda e non convenzionale, frutto di una curiosità per la vita e per le persone. Laureato in Economia e commercio (da ragazzo aveva frequentato il Valturio) ha insegnato a lungo in istituti superiori sia cittadini (come il Marco Polo) sia della provincia (a Santarcangelo), lasciando un segno negli studenti a prescindere dalla materia che era chiamato a spiegare di volta in volta. Cultore e teorico del “dolce far niente” sapeva impegnarsi a fondo e senza risparmio quando faceva ricerche o accettava incarichi anche istituzionali. C’è, ad esempio, chi lo ricorda geniale segretario nella seconda metà degli anni Settanta della Cna di Bellaria Igea marina e poi segretario circondariale di Rimini. Dotato di grandi capacità di analisi politica, non si è lasciato mai ingabbiare nelle ideologie né attrarre dalle piccole ambizioni carrieristiche, anche per la sua natura libertaria. In una sola occasione accettò di candidarsi nella Lista antiproibizionista che corrispondeva perfettamente sia ai suoi convincimenti, sia ai suoi comportamenti. Chi l’ha conosciuto racconta che non si è mai tirato indietro se c’era da dare un consiglio o regalare un pensiero illuminante: qualcuno lo aveva soprannominato il “guru” e non certo per prenderlo in giro. Un vero “personaggio” a Santa Giustina era conosciutissimo e stimato a Rimini a dispetto della sua vita semplice e riservata. Non è ancora stata fissata la data dei funerali. Sull’incidente la procura ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di omicidio stradale. Secondo una prima ricostruzione della polizia stradale, Zavatta stava attraversando la strada sulle strisce pedonali in sella a una mini-bicicletta elettrica quando è stato travolto da una Renault Scenic con alla guida un sessantacinquenne.

Argomenti:

professore

travolto

zavatta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *