Travolte dal treno a Riccione, il responso della scatola nera sulla morte di Alessia e Giulia

Il macchinista del Frecciarossa, che all’alba dello scorso 31 luglio ha travolto le sorelle Giulia e Alessia Pisanu alla stazione della Perla verde, non poteva fare niente di più di quanto ha provato nel vano tentativo di fermare la corsa del convoglio. La sua reazione quando ha visto le sorelle sui binari è stata immediata. Ha infatti azionato il freno in due nanosecondi (unità di tempo pari a un miliardesimo di secondo). È uno dei dati salienti scaricati dalla scatola nera del Frecciarossa consegnati dalla Polizia ferroviaria di Rimini al sostituto procuratore Giulia Bradanini titolare dell’indagine. La scatola nera ha anche confermato che il treno stava transitando nella stazione di Riccione dove non doveva fermarsi, addirittura ad una velocità leggermente inferiore a quella consentita, variabile tra i 180 ed i 200 chilometri orari. Che i sistemi di segnalazioni acustici hanno funzionato regolarmente, così come sono state rispettate tempistiche e repliche con cui è stato annunciato l’imminente arrivo del convoglio e su quale binario sarebbe transitato, confermando integralmente le dichiarazioni rese dai testimoni alla polizia giudiziaria. Non è invece stata in grado di fornire riprese della tragedia: la tecnologia di cui sono dotati questi treni ad alta velocità non contempla la telecamera.

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