Trasporti scolastici: tema “scottante” ma disagi risolti

La partenza dell’anno scolastico si è interfacciata subito con le lamentele di mamme e babbi preoccupati per il viaggio dei figli sull’autobus. Pieni, o comunque colmi oltre misura, soprattutto considerando la distanza che a molti appariva “necessaria” per andare o tornare da scuola ai tempi del coronavirus. «Abbiamo potuto notare una spiccata sensibilità da parte delle famiglie al riguardo del livello di occupazione dei trasporti pubblici», ammette l’amministratore unico di Amr, Guido Guerrieri, introducendo quella che pare delinearsi come una problematica ormai risolta. Valentina Ancarani, consigliera provinciale con deleghe all’Istruzione, spiega infatti che sono state raccolte le segnalazioni nel tavolo di coordinamento presieduto dalla Prefettura e che nelle ultime settimane «sono state riprogrammate le corse, schierando più mezzi nelle aree caratterizzate da una frequentazione più massiccia, aumentando anche il numero di bus, mettendo a disposizione altri veicoli delle società private».

Elasticità

La parola d’ordine della ripresa è dunque elasticità. Elasticità nella programmazione, elasticità nell’aggiungere o nel togliere mezzi in base all’affluenza degli studenti. «Con l’entrata in vigore degli orari definitivi nelle scuole – sottolinea Ancarani – abbiamo avuto un quadro più preciso delle necessità da soddisfare». «Se inizialmente i bus erano più pieni di quanto i genitori si aspettassero – sottolinea la consigliera provinciale, facendo riferimento alle osservazioni giunte in Provincia e in altre istituzioni – è da imputare anche al fatto che avendo solo gli orari provvisori a disposizione era più difficile individuare il numero esatto di mezzi per ogni direttrice».

Percezioni

La questione, però, è anche un’altra. Quella della «percezione», che a detta dell’amministratore unico di Amr è “alterata” dal fatto che «la percentuale di riempimento degli autobus concessa ora dalla legge è dell’80%. Ed effettivamente, anche se la si rispetta, a un osservatore esterno può facilmente sembrare che l’autobus sia pieno, quando invece i limiti di capienza sono rispettati». Un bus pieno all’80%, ricorda, «trasporta quattro passeggeri per metro quadro, e se si considerano anche gli zaini ….». «Sì,- aggiunge Guerrieri – i genitori sono molto sensibili al tema del trasporto scolastico. Eppure sarebbe opportuno ricordare che in Paesi come la Germania non è mai stata abbassata la capienza dei mezzi di trasporto pubblico, nemmeno durante il lockdown». Ad aggiungere livelli di difficoltà, inoltre, «è stato l’aumento generalizzato dell’utenza, forse in seguito alla campagna degli abbonamenti gratuiti, che ha reso inizialmente difficile quantificare i fruitori».

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