Trasporti scolastici, i sindacati: “Vecchi nodi da sciogliere”

Le organizzazioni sindacali, concordi nel fatto che il vaccino è l’unico strumento per uscire al più presto da questa condizione, a 45 giorni dalla ripresa della scuola sollecitano un ritorno in classe in totale sicurezza sulla quale il Governo è chiamato a prendere una decisione a breve. Già, perché il rientro a scuola di tutta la popolazione studentesca, specialmente alle superiori, riapre vecchie questioni: i trasporti in primis, per non parlare di classi affollate, mancanza degli spazi e di personale aggiuntivo. Tutta in salita, insomma. «Partendo dal presupposto che vaccinarsi non è obbligatorio e chi lo fa compie una scelta di etica civile, non manca molto all’inizio della scuola e manca una visione complessiva – afferma il segretario della Cisl, Vanis Treossi –. Ancora nessuno parla del tema dei trasporti e Start Romagna sta aspettando, come tutti noi, di capire come verrà sistemata la partita. Mi domando se ci sia la possibilità di raddoppiare i mezzi a disposizione o semplicemente è solo utopia. A mio avviso, mancano troppi tasselli e in questo momento l’unica garanzia alternativa è la vaccinazione, su questo serve una grossa campagna di persuasione anche tra la popolazione studentesca».

Il passato insegna

Un nodo cruciale, quello dei trasporti, da sciogliere in poche settimane. Lo scorso anno, al termine dei tavoli di confronto tra Start Romagna e istituzioni, coordinati dalla Prefettura, è stato varato un piano ad hoc per riportare gli studenti in classe al 75% con una capienza sui mezzi pari al 50%. Ciò significa che Start Romagna a Forlì-Cesena ha messo in campo 272 autobus, ricorrendo al noleggio da privati di 16 macchine in più che vanno ad aggiungersi ai 31 mezzi già inseriti a settembre 2020 e che già affiancano i 225 normalmente previsti negli orari scolastici. Ora si tratta di capire come il Governo cambierà le carte in tavola in vista del nuovo anno scolastico. «Molte questioni sono ancora irrisolte tra cui proprio quella dei trasporti, tra l’altro esclusi dal green pass, un vero controsenso – spiega il segretario della Uil, Enrico Imolesi –. Si naviga a vista e la preoccupazione per una ripresa della scuola in sicurezza c’è perché non esiste ancora una road map su come si intende ripartire. Lo scorso anno c’è stato un tentativo, mal riuscito, di mettere mano ai trasporti che, però, credo debbano essere potenziati stringendo accordi con i privati». «Se il Governo non prenderà decisioni nelle prossime settimane, ci ritroveremo esattamente allo stesso punto – fa eco la segretaria della Cgil, Maria Giorgini –. Al momento abbiamo solo due opzioni: vaccinarsi tutti o applicare il distanziamento, che per la scuola significa aumentare gli spazi, avere più personale e soprattutto lavorare sui trasporti. Ciò comporta costi non indifferenti, ma rendere obbligatoria la vaccinazione per il personale scolastico, su cui il Governo è chiamato ad esprimersi, non risolve i problemi strutturali di cui la scuola soffre da più di un anno e mezzo».

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