Trasportano contagiato dal Coronavirus: operatori cesenati in quarantena

Cesena

CESENA. Tra vecchi falsi allarmi e nuove quarantene il “bollettino quotidiano” del coronavirus anche a Cesena segna un altro passo verso la linea di demarcazione del 1° marzo. Con la quasi totalità della popolazione che incrocia le dita nella speranza che possano riaprire le scuole e si possa tornare alla vita normale; ma lo fa nella consapevolezza di come invece i vertici regionali stiano ragionando seriamente su un prolungamento dello stop.

Falsi allarmi

Le istruzioni operative su come affrontare questa emergenza sono già da qualche giorno arrivate anche ai medici di base. Infuriati in qualche caso per non aver ricevuti materiale che possa essere utile per visitare pazienti sospetti. Il coinvolgimento dei medici di medicina generale non impedisce che comunque la catena dei sospetti possa arrivare ugualmente ai vari pronto soccorso della Romagna. Due giorni fa è successo anche al Bufalini. Un uomo di 60 anni è arrivato con difficoltà respiratorie e stato febbrile tali da vedersi inserire nell’anamnesi la possibilità di essere oggetto di infezione da Covid-19. Sono state eseguite tutte le analisi compresa una tac che ha messo in evidenza come si trattasse di un brutto focolaio di polmonite. Ma nulla che avesse a che fare con il coronavirus.

Sempre due giorni fa, attorno alle 19, un ambulanza di Bellaria ha dovuto prendersi carico di un paziente che alloggia in un residence del lungomare di San Mauro Mare. Qui la situazione era tale da far sospettare una infezione da Coronavirus così il personale del 118 lo ha trasportato direttamente in direzione dell’ospedale Infermi di Rimini (dotato di reparto Infettivi) dove è stato (come altri in giornata) sottoposto a test risultando negativo.

In quarantena

Mentre la quarantena “volontaria” della donna di 75 anni di mercato Saraceno si interrompe a seconda delle sue esigenze personali (come riportato ieri dal Corriere non sta rispettando i dettami “ di clausura” ricevuti) il Cesenate ora somma altre due persone che dovranno stare in quarantena per 14 giorni. Si tratta di due operatori sanitari che due giorni fa erano in prima linea proprio per l’emergenza Coronavirus. Le varie territorialità del 118 stano mettendo a disposizione (a giorni alterni) una ambulanza specificamente dedicata ai casi di Covid-19 o sospetti tali. Con gli operatori di soccorso che (non avendo in nessun ospedale della Romagna già montati dei Pma provvisori per visitare e prendere in carico tutti i sospetti d’infezione) sono costretti a bardarsi come palombari per respingere i virus ed a volte a trasportare i pazienti dal pronto soccorso al reparto Malattie Infettive passando con l’ambulanza dall’esterno dell’ospedale.

L’ambulanza che ha lavorato prevalentemente sui casi di coronavirus di Rimini era due giorni fa composta da un equipaggio cesenate: con un operatore che vive a Cesena ed un altro originario di Valle del Savio. Ieri pomeriggio hanno ricevuto la brutta notizia di dover stare in quarantena per 14 giorni.
Uno dei casi che avevano trattato non in “massima emergenza” perché completamente asintomatica e perché risultata negativo ad un primo tampone, è poi diventata un caso di positività al Covid-19.
Quarantena dunque anche per i due cesenati: con tutte le difficoltà logistiche che ognuno può facilmente immaginare per un infermiere o un autista d’ambulanza che, naturalmente, per rispettare al meglio i dettami d’isolamento non potranno neppure stare a contatto con i propri cari per 14 giorni.

Aggiornamenti

La giornata di oggi intanto potrebbe essere quella delle comunicazioni per i futuro. “L’andamento sul piano dei sintomi clinici è confortante e non abbiamo ragione di ritenere che ci sia un focolaio autoctono in regione». Ha detto il sindaco Lattuca citando l’assessore alla sanità Venturi.
Il Comune ha messo in rete un video con tutte le domande che le persone potrebbero porsi sul Coronavirus rispetto all’ordinanza emanata. «Domani - chiosa il primo cittadino - la nuova Giunta regionale deciderà sul rinnovo o meno dell’ordinanza, a partire da nidi e scuole, che non hanno bisogno di alcuna sanificazione».

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