Torna il Summer camp di Basta plastica in mare

 Dalle sessioni prettamente formative con i professori delle tre Università coinvolte, Bologna, Ferrara e Urbino, su tematiche quali lo sfruttamento delle coste, le bioplastiche, la coltivazione dei mitili, i parchi marini; all’incontro con Dacia Maraini per raccontare l’esperienza in Giappone vissuta con il padre Fosco. E ancora i tre eventi serali, tra i quali la mostra sulle pescatrici subacquee giapponesi Ama immortalate negli anni ’50 da Fosco Maraini e più recentemente da una fotografa tedesca, curata dalla nipote di Fosco, Nour Melenhi Maraini, per dare il senso di “una finestra sul cambiamento”. E l’attesissima eco nuotata di 7,5 chilometri in mare aperto. Torna per la seconda edizione, dal 22 al 25 giugno tra Rimini, Riccione e Cattolica, il Summer camp “La natura del mare”, organizzato dall’associazione Basta plastica in mare, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna. Con l’obiettivo di strutturarsi come master per creare una connessione tra atenei e professioni e diffondere la cultura ecologica alle nuove generazioni. Il camp è rivolto a 25 studenti universitari ma anche a professionisti e cittadini che vogliano seguire le iniziative da remoto. Si parte mercoledì 22 giugno e dai 50 anni del report del Club di Roma “I limiti dello sviluppo”, spiega il coordinatore scientifico Marco Zaoli, con le sessioni di lavoro su plastica in mare, cambiamenti climatici e loro effetti sul mare e sulle coste; ricadute delle politiche in corso per lo sviluppo sostenibile. Così da creare “una visione multidisciplinare” e “una consapevolezza condivisa, olistica”.

Viale Aldo Moro, che sull’economia circolare investirà 49 milioni di euro, sottolinea l’assessore regionale all’Ambiente Irene Priolo, “ha deciso di sostenere questa iniziativa e costruire un percorso per inserirla nei corsi di formazione universitari” così da creare “nuove competenze”. D’altronde, precisa la presidente di Basta plastica in mare, Manuela Fabbri, “non siamo una vetrina o un convegno, siamo formazione, e abbiamo fatto rete con Università, Comune e persone portatrici di interessi culturali”. Per “dare voce al mare”. Dello stesso avviso il presidente onorario Franco Borgogno: mettere insieme “competenze specifiche diverse dà la valenza del mare, un immenso soggetto fatto di ecosistemi diversi”. Ambiente e mare, prosegue, “sono la premessa di tutti gli altri aspetti e se le prime vittime dei problemi ambientali sono i più poveri, vengono toccati tutti”. A Rimini, mette in luce l’assessore all’Urbanistica Robetta Frisoni, “si studia, si approfondisce e si innova”, per cui “l’augurio è fare sempre rete e squadra e che si continui a studiare di più durante l’anno l’economia del mare”. Senza sottovalutarne, chiosa la direttrice di Visit Romagna Chiara Astolfi, il risvolto turistico: “Più si parla di mare più si risponde alla sensibilità nei confronti dei luoghi”. Per gli eventi speciali sarà appunto protagonista la famiglia Maraini: prima con il dialogo degli studenti con Dacia il 24 giugno, e il giorno successivo con la nipote Nour per la mostra sulle donne del mare, le Ama giapponesi che pescavano perle immergendosi con solo un perizoma e il coltello tra i denti. Altro che plastica per allevare le cozze. E la domenica tutta in acqua tuffandosi dalle barche storiche per la eco nuotata sotto San Bartolo.

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