Torna a Rimini il Festival “Voci dell’anima”: il via martedì

Sopravvissuti. Alla pandemia. Alle chiusure. Alle difficoltà. Il festival Le voci dell’anima, diretto da Maurizio Argan e Alessandro Carli, torna sul palcoscenico del Teatro degli Atti con un programma ancora più ricco, con ancora più coraggio e con l’apertura alla danza e all’arte della scrittura.

La 19ª edizione

In programma dal 21 al 28 settembre, vedrà in gara ben 23 spettacoli per aggiudicarsi il premio intitolato quest’anno a Paolo Barucchieri. Tre gli ospiti speciali. Presentazioni di libri e due i workshop: un laboratorio di danza butoh e videodanza a cura di Luan Machado (22 e 23 settembre) e “Vita risplendi… ancora”, percorso di approfondimento a cura di Antonio Grimaldi, che partirà dalla biografia di Pina Bausch per esplorare nuovi mezzi di espressione teatrale (dal 23 al 25 settembre).

Ogni sera, prima degli spettacoli, Elisa Barucchieri, Teresio Massimo Troll e il sax di Massimo Semprini accompagneranno il pubblico nel mondo della poesia italiana, dialettale e americana.

Il roster

Varie le cifre stilistiche delle compagnie partecipanti: si passerà dalla potenza simbolica della “Liturgia per Hildegarda” di Europa Teatri, alla danza ispirata ai versi danteschi di “Alati senza quota” del Tempo Favorevole, dalle ferite della generazione degli anni ’80 in “Padre d’amore e padre di fango” del Teatro delle Donne, alle atmosfere dell’Inghilterra del ’900 raccontate in “E le stelle stanno a guardare” di Antonio Stoccuto.

E da quest’anno la danza. Da segnalare la prima nazionale di Resextensa Dance Company dal titolo “This is not a shitty day” e gli appuntamenti con le molte voci del corpo tra coreografie e intrecci artistici.

Altri progetti

Un programma variegato, che dà spazio con libertà assoluta alla creatività senza restrizioni e ai progetti impegnati anche socialmente, come “Baijicca” di Antonello Murgia, nato in seguito a un laboratorio tenutosi nell’Ospedale Oncologico di Cagliari.

Quanto è stato difficile continuare a lavorare a questo appuntamento con il teatro indipendente?

«Molto. Siamo attaccati a un filo con una mano, ma non molliamo, resistiamo – racconta Maurizio Argan –. È uno dei pochi festival che l’anno scorso è partito ed è riuscito a concludersi prima del lockdown. Il nostro obiettivo è ancora lo stesso: dare l’opportunità di farsi conoscere a quelle compagnie teatrali che non hanno spazi, che hanno bellissime poetiche, ma non hanno luoghi, occasioni».

Molti gli attori, i registi che sono passati dalle Voci dell’anima e sono diventati importanti punti di riferimento del panorama teatrale italiano contemporaneo. Tra questi la compagnia riminese Quotidiana.com che porterà in scena il terzo episodio “Grattati e vinci” della “Trilogia dell’inesistente”.

Qual è la forza di questo festival?

«Siamo sopravvissuti, ma senza ferite – spiega Alessandro Carli –. Siamo vivi, vivissimi, sopra le restrizioni, sopra i miagolamenti delle rassegne che si rimbalzano i favori, sopra gli accordi taciti tra chi ci prova e chi dà visibilità. Volendo essere politicamente scorretti, l’emergenza sanitaria ci ha dato giustizia: ci ha fatto sopravvivere, ci ha dato ancora più voglia di programmare. Voci dell’anima porta bene: ce lo dicono gli artisti che lo hanno frequentato, ce lo raccontano i cartelloni di tutta Italia che ospitano i “naufraghi” approdati al nostro festival».

La formula

Ogni sera, a partire dalle 20.30, sarà possibile assistere a due o tre spettacoli con un biglietto unico di 13 euro per l’intera serata.

Info: 333 8870576

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