Torna a Ravenna l’“Under festival”

RAVENNA. “Under festival”, festival di hip hop che celebra la scena underground, è in programma al Bronson di Madonna dell’Albero, con la sua sesta edizione, da oggi a sabato 20 aprile. Molti gli ospiti, anche internazionali, e gli eventi collaterali, per la manifestazione organizzata da Cisim con la direzione artistica di Moder (alias Lanfranco Vicari) e Kenzie.
Inaugurazione giovedì 18 aprile alle 17 al Palazzo dei Congressi, e alle 21 sul palco Ice One e Next One. Venerdì 19, al Bronson, dalle 17 musica e presentazione del libro di Marta Blumi Tripodi “Il rap anno per anno”, in attesa del “main concert” delle 21 con Apollo Brown e Rapper Big Pooh. Sabato 20 ancora appuntamento alle 17 al Bronson con “open cypher” e a seguire l’incontro “La cassa, il rullante, eccetera” con Frank Sativa, Dj Fastcut e Bosca. In serata, Dead Poets 2 Special Edition, con 30 artisti sul palco del Bronson.


Lanfranco Moder Vicari, come nasce “Under festival”?
«È partito dal basso, come una scommessa tra amici, una generazione di rapper che si riconosceva nella parola “underground”, e abbiamo deciso quasi tutti di comune accordo di provare a fare la prima edizione del festival. Andò davvero molto bene. Decidemmo di stare sul palco tutti insieme e di non fare diversi concerti, mescolando quello che era il nostro repertorio gli uni con gli altri. E a quel punto, lo spirito che respiravamo – sia noi artisti che la gente che partecipava – era talmente bello che abbiamo deciso di provare ad andare avanti».
Il vostro pubblico viene anche da fuori?
«Sì, da sempre. È un’idea che viene premiata molto fuori: alcune cose che vedi all’Under non le vedi da nessun’altra parte: il fatto di stare tutti insieme sullo stesso palco, cambiando spesso le persone al microfono, che è una cosa che, invece, nell’hip hop ultimamente si fa poco: in genere sono tutti concerti, dove ognuno fa il suo set, uno dopo l’altro. E poi ha proprio una connotazione da festival, nel senso che gli artisti spesso stanno qua per molti giorni e quindi inondano la città; poi ci sono tutti gli appuntamenti off, che possono essere presentazioni di libri, incontri, dj-set in vari posti della città».


Quale è la risposta della città al festival?
«Noi siamo molto legati a questa città e la ringraziamo sempre. La cultura ci dà una mano. Ci siamo sempre sentiti trattati bene e tirati in mezzo e ne siamo molto felici. Quest’anno, dopo il festival, mi piacerebbe anche fare un po’ il punto della situazione, perché non mi pare esistano spazi gestibili, anche da un punto di vista economico, che possano contenere un’evoluzione ulteriore del festival. Siamo arrivati ad un punto in cui, per rilanciarlo, bisognerebbe farlo per esempio in spiaggia».


Qual è l’evento principale del festival?
«Cerchiamo sempre di non avere un evento clou, cerco sempre di fare in modo che non si possa scegliere. Diciamo che le serate di spettacolo, al Bronson il 19 e il 20 hanno entrambe delle particolarità uniche. In una c’è un artista straniero molto importante che è Apollo Brown insieme al Rapper Big Pooh, del gruppo storico Little Brother. L’altra cosa che è un onere e un onore è la serata del sabato, dove sul palco contemporaneamente ci sono trenta persone. Quella è una bella cosa, anche perché non accade spesso. È la presentazione di un disco che racchiude 63 rapper. È molto nello spirito di Under essere in tanti, tutti insieme, a cercare di fare una cosa tutti insieme e non credo accadrà spesso. Quindi è anche una sfida che potrebbe rimanere unica».

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