Torna a nidificare il fratino nero: nella Regione ci sono 40 coppie

Si danno il cambio alla cova notte e giorno. Lui e lei, infatti, sono preoccupati che un evento improvviso possa uccidere i loro pulcini. Sono, per loro, i giorni più importanti dell’anno. Lei depone le uova in un angolo di duna, nascoste dalla sabbia. Lui, per cercare di aiutarla, le cova di notte quando lei ne approfitta per riposarsi e mangiucchiare qualche insetto in più. Il rito d’amore del fratino si ripete anche quest’anno sulle spiagge romagnole: a Rimini, a Riccione, a Ravenna. Ci sono circa 40 coppie che vivono nella Regione, con il grosso della popolazione in Regione che è però alla foce del Po, a Comacchio.

«Parte dei fratini sono sedentari, ma un’altra parte migra: tra loro, quelli che stazionano in Regione vanno a svernare in Marocco e nel sud della Spagna – spiega Roberto Tinarelli, presidente dell’Associazione ornitologi Emilia-Romagna – La nidificazione avviene una volta all’anno. Quest’anno i primi che hanno iniziato a nidificare hanno avuto un repentino cambiamento di clima e i piccoli sono morti per il freddo. Ma il culmine della nidificazione avviene nei primi di maggio: se potessero riprodursi con successo, a fine giugno i giovani sarebbero già in volo e non ci sarebbero problemi con la stagione balneare. Invece ci sono esemplari che ci provano ancora».

La popolazione in Emilia-Romagna, stando ai dati degli ornitologi, è in diminuzione.

«Purtroppo non c’è nessun aumento – aggiunge – il loro trend è in calo».

Ma cosa fare per aiutarli?

Bisogna lasciare loro pezzi di spiaggia dove possano riprodursi in pace. Risentono infatti parecchio dell’impatto dell’uomo sugli arenili: può capitare che i bagnanti, inavvertitamente, possano calpestare le uova nascoste dalla sabbia e, dunque, schiacciare i piccoli.

«O succede che in spiaggia il cane, durante una passeggiata, venga lasciato libero e può trovare un nido e ucciderli toccandoli con il muso», prosegue il presidente. Ma questi piccoli uccelli, riconoscibili dalle zampette e dal becco nero, sono uccelli resilienti. Sanno adattarsi alle circostanze che trovano pur di portare avanti la loro specie. Infatti, sottolinea Tinarelli, «ci sono esemplari più sicuri che vivono nei bagni, proprio all’ombra dei lettini, perché sanno che la vicinanza agli uomini impedisce la presenza di loro predatori, i gabbiani».

L’impegno dei volontari e delle amministrazioni, per tutelare il fratino, è essenziale. Infatti, proprio per evitare lo schiacciamento, una delle cause che può distruggere la cova, i nidi vengono protetti e segnalati, delimintandone l’area. Un modo, anche, per alimentare la conoscenza di questo piccolo uccello trampoliere e che l’uomo possa rispettarne la sua presenza. Sempre che la natura non faccia il suo corso e che volpi, topi e gabbiani, non approfittino del nido per farsene un pasto sulla spiaggia.

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