Tolkien o Pasolini? Ecco cosa vedere al Meeting

Da Tolkien a Pasolini, dal mondo delle serie tv alla scultura contemporanea, ai personaggi di Giovannino Guareschi, appare quanto mai stimolante il quadro delle mostre allestite per il 42° Meeting per l’amicizia tra i popoli, al quartiere fieristico dal 20 al 25 agosto, con ritorno della possibilità di ingresso libero (10-24), previo rispetto della normativa anti covid,

Dedicata al padre del fantasy, a cura delle università di St Andrews e Oxford, dell’Associazione JH Newman (Torino) e della King Edward’s School, la mostra The tree of tales. Tolkien e la polifonia della creazione: uno sguardo sulla potente visione tolkieniana dell’umano. In essa la creazione di Dio è infatti immaginata come un grande albero fatto di infinite foglie tutte diverse, come una innumerevole polifonia di voci. Grazie a una tecnologia avanzata, la mostra permetterà di vivere un entusiasmante viaggio immersivo. Esposti anche oggetti originali legati alla vita di Tolkien dalla collezione di Oronzo Cilli. In programma anche un convegno internazionale sulla figura e l’opera dello scrittore.

Io, Pier Paolo Pasolini, a cura di Casa Testori, ovvero l’esperienza di intellettuale senza patria, le cui parole pesano ancora sulla storia collettiva, è una mostra voluta non per parlare di Pasolini, ma per sentir parlare Pasolini. Grazie a “Pasolini live”, una performance lanciata nel web sui canali di Casa Testori, verrà trasmessa una diretta pasoliniana continua, una lettura ininterrotta per oltre 10 ore al giorno di libri e raccolte di Pasolini fatta da volontari e visitatori del Meeting, oltre che da gruppi di attori, artisti e curatori, chiamati a leggere le loro pagine preferite.

Un salto per fare Incontri e scoperte nel mondo delle serie tv, ovvero “Una domanda che brucia” relativa a un universo narrativo divenuto una chiave di lettura del nostro tempo. L’analisi di un linguaggio privilegiato attraverso cui affrontare interrogativi come la ricerca di significato e i desideri umani, la libertà e il rapporto con il potere, l’amore, il male, il dolore. Nel percorso proposto, una decina di personaggi di altrettante serie tv condurrano i visitatori, attraverso video, foto, citazioni e materiali di backstage, a porsi di fronte ai temi e alle domande fondamentali che emergono da quelle produzioni.

Natura umana? La mano dell’artista, l’effige della persona nella scultura italiana contemporanea da Fioravanti a oggi, presenta al Part in piazza Cavour opere di Ilario Fioravanti, Ugo Riva, Dario Tironi, Marianna Costi, Domenico Casadei, Elena Mutinelli, con poesie del curatore Davide Rondoni, testo storico critico di Beatrice Buscaroli e direzione artistica di Francesca Sacchi Tommasi. Proposta dall’Accademia dei Silenti, in collaborazione con il blog Pandemia e il sostegno di Regione Emilia-Romagna e Illumia, il percorso si avvale di video sulla lavorazione degli artisti per sottolineare la genialità manuale degli scultori in questa epoca di dematerializzazione e di ambiguità della continua astrazione, ed è accompagnato da scritti sul tema e sulle opere.

Segnaliamo infine 120 meno 50 uguale 70, mostra promossa dal Gruppo Amici di Giovannino Guareschi, a cura di Egidio Bandini e dedicata agli anniversari di Gino Cervi, Fernandel e al primo film della celebre serie dei film tratti dai romanzi dello scrittore bussetano e al suo “Mondo piccolo” letterario, esattamente quel «puntino nero che si muove in su e in giù lungo il Po».

Info e contatti: 0541 783100

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