La scomparsa di Titta ha lasciato la città attonita. A lui si erano stretti i fan quando negli anni scorsi aveva combattuto una dura battaglia contro un tumore. Aveva affrontato una prova durissima, lo aveva fatto pubblicamente con l’ironia e la lucidità che da sempre hanno contraddistinto Giuseppe Tittarelli, da tutti conosciuto come Titta o “il dottore dell’amore”. L’affetto che i suoi fan gli avevano riservato in quel momento è pari allo sconforto che oggi attraversa i ravennati, a cui Titta ha infuso buonumore, ironia e ricordi indelebili.

I funerali si terranno domani alla camera mortuaria di Ravenna, alle 11; la camera ardente sarà invece allestita da oggi pomeriggio. «Per il funerale non ci sono limitazioni di numero – scrive la sorella Ilaria dalle pagine di Facebook – vi chiedo di fargli sentire più amore possibile, se potete indossando le sue magliette».
«Apprendo con tristezza la notizia della scomparsa di Giuseppe ‘Titta’ Tittarelli – commenta il sindaco Michele de Pascale – cantante eclettico che ha saputo coinvolgere generazioni di giovani e non solo grazie a testi irriverenti e performance da vero artista da palcoscenico. Nella sua carriera, prima con le Fecce tricolori e poi da solista, sono stati evidenti l’audacia di affrontare argomenti scomodi con ironia e la provocazione ad uscire da schemi predefiniti. Il mio cordoglio e dell’Amministrazione comunale giungano ai suoi cari». Un’altra passione di Titta era il calcio e ieri la società giallorossa ha voluto ricordare il suo tifoso “speciale” con un messaggio su Facebook.Anche gli ultras hanno preparato uno striscione che lo ricorda con una delle frasi più note delle sue canzoni: “Dov’è la strada per le nuvole se il tempo delle favole è finito?”
Vulcanico ma riservato
Titta era una persona tanto vulcanica sul palco, quanto riservata e sensibile nella vita di ogni giorno. Il periodo più buio, con le lunghe terapie per sconfiggere il male, era definitivamente alle spalle e chi lo conosce bene dice che la voglia di ripartire era tanta, anche a fronte di un fisico che aveva sostenuto una prova importante. «In questi mesi l’abbiamo incoraggiato e sostenuto affinché riprendesse a calcare quel palco che gli mancava come l’aria» racconta una delle persone a lui vicina. Sabato scorso Titta aveva visto al mare diversi amici che oggi non si capacitano di quanto avvenuto. La morte è arrivata inaspettata, come una delle sue battute fulminanti e irriverenti che irrompevano nel bel mezzo di un concerto. Sul Corriere Romagna oggi in edicola il ricordo commovente dei suoi amici e dei musicisti che con lui hanno condiviso una traiettoria umana e artistica davvero unica. Tra loro un unico comune denominatore: smarrimento e tristezza per un addio improvviso che lascia un grande vuoto in più generazioni di ravennati.


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