Tiro a segno, la favola di Sofia Ceccarello ha il lieto fine e si chiama Olimpiadi

Pallottole, equilibrio, romanzi e un viaggio in Giappone. Sofia Ceccarello sapeva, in cuor suo, di poter aspirare alla qualificazione olimpica attraverso l’ultimo torneo di qualificazione, l’Europeo di Osijek ma il suo segreto è stato restare in equilibrio: quello solo apparentemente instabile fra tensione e voglia di divertirsi che ha accompagnato tutto il suo campionato continentale.

Instabile per tanti ma non per lei che ha 18 anni da meno di sei mesi, che arrivava dalla delusione del bronzo nella carabina ad aria compressa quando i posti per Tokyo erano riservati alle prime due: si trattava pur sempre di un bronzo Europeo ma che non dava autorizzazione a sprigionare la gioia tipica di qualsiasi risultato di questo livello in un’altra competizione internazionale. “In cuor mio ero contenta di quel bronzo – spiega Sofia, lughese di nascita ma ravennate a tutti gli effetti – io sono ancora Juniores, mi sono trovata a gareggiare con avversarie di altissimo livello, molto più esperte di me. Nella gara di domenica, la carabina tre posizioni il livello era ancora più alto dell’aria compressa, guardando i punteggi del giorno prima nella gara maschile sapevo cosa mi aspettava e che conquistare i due pass olimpici sarebbe stato difficilissimo. Ho iniziato male e forse è stata una fortuna perché mi sono detta che dovevo solo pensare a divertirmi e, colpo dopo colpo, sono risalita”.

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