The Divine Comedy – Charmed Life

Neil Hannon, che dal 1990 fa musica sotto il nome di The Divine Comedy, è senza tema di smentita uno dei più inventivi songwriter degli ultimi trent’anni. Basta ascoltare, per averne una conferma, questo best of che raccoglie 24 brani rimasterizzati agli studi Abbey Road, un pezzo inedito e un bonus disc.

Le canzoni di “Charmed Life” si rivelano, fin dalle prime note, dotate di una particolare forza stilistica, sebbene percorse da un fitto gioco di richiami letterari, cinematografici e sonori. Brani attraversati da varie suggestioni musicali (nell’opera di Hannon è possibile rinvenire, qua e là, qualche traccia di Jacques Brel, Burt Bacharach, Beach Boys, Pet Shop Boys, Phil Spector, David Bowie, Kinks, Noël Coward…) che però il musicista di Londonderry rielabora all’interno di una tessitura alquanto personale. Da vera e propria “gazza ladra” dei generi, come lui stesso si è definito, Hannon assorbe e rilegge il music hall e Michael Nyman, le canzoni francesi e Scott Walker, dando vita ad un pop “barocco” e intelligente, in cui testo, melodia ed orchestrazione si fondono e si compenetrano perfettamente.

Le migliori canzoni dell’artista irlandese, quelle contenute in questa raccolta, danno conto di un estro compositivo che trova sbocco, ad un primo ascolto, in un profluvio di invenzioni melodiche, nell’elaborazione di ritornelli indubbiamente efficaci, nella presenza di quel fattore, chiamato “gancio”, in grado di afferrare l’attenzione e di restare impigliato nella memoria. Ma è da un ascolto più approfondito che emergono gli altri tratti salienti del songwriting di Hannon: la grande competenza armonica, la cura degli arrangiamenti orchestrali, le soluzioni adottate a livello timbrico. Il tutto impreziosito da un approccio ai testi che dimostra una certa scaltrezza nel tenere a debita distanza i cliché, mescolando arguzia, malinconia e humour [“Così tanti cuori infranti / Così poco tempo / Troppe tragedie / Troppi crimini / Indossa la tua armatura / Prepara i tuoi alibi / Perché non c’è nessun altro / Che sistemerà le cose / Al salvataggio / Per le strade e per i vicoli / Oltre i takeaway cinesi / Attraverso il vento e la pioggia che batte / Al salvataggio / Quando il mondo non vuole capire / Il Governo ha altri progetti / Prendi in mano la legge / Al salvataggio” (To The Rescue); “Ai vecchi tempi eri parte del jet set / Facevi festa coi re, con le vedette / Da Capri a Londra, da Nizza a Chamonix / Spruzzata di Chanel, vestita Givenchy / E grandi cocktail con Piero e con Giulia / E cene per Natale al lago a Ginevra / Ventose vette dell’alta società/ Scalate con gli assegni e con la vanità / Avevi il sole, il mondo e la follia / Finché la giovinezza è andata via / E ora sei sola nell’oscurità / Signora ricca di una certa età / E se un bel giovane le offrisse cognac / Si chiederebbe certo gli anni che ha / Che cosa crede ne ho settantatre / Perbacco no, non è possibile” (A Lady Of A Certain Age, nella traduzione dei Baustelle); “Norman e Norma si sposarono a Cromer / Aprile 1983 / Avrebbe potuto fare più caldo ma Norman e Norma / Erano felici come mai prima di allora / Volarono a Maiorca e quando entrarono in acqua / Pensarono di essere nella vasca da bagno di casa / Le pia colada picchiarono duro su Norma / Che si buttò sul letto ridendo / E disse / Oh, Norman, non era mai stato così prima d’ora / E oh, Norman, non avevo mai davvero conosciuto i tuoi baci prima d’ora / Oh no, Norman, Norman / Norman e Norma ebbero tre figlie adorabili / Nadia, Nora e Niamh / La ditta dove lavorava Norma non la riprese / Dopo il congedo di maternità / Loro sognavano Maiorca ma non se la potevano permettere / Con il salario di Norman / Così andarono a Cromer, buscarono una polmonite doppia / E Norma si ricordò quando diceva / Oh, Norman, non era mai stato così prima d’ora / E oh, Norman, non avevo mai davvero conosciuto i tuoi baci prima d’ora/ Oh no, Norman, Norman” (Norman And Norma).

“Sono trent’anni che con Hannon va così: un po’ dandy, un po’ crooner, questo ingegnoso tessitore di musica e parole – ha scritto Simona Orlando – ti fa cantare un motivetto gioioso mentre la nave affonda. E, alla fine, ti nega il naufragio, lanciando la scialuppa dell’ironia”.

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