CESENA. La corte d’appello di Bologna ha confermato la sentenza di gennaio. Vent’anni di reclusione e un maxi risarcimento per i suoi famigliari. Nemmeno questa volta è stata riconosciuta la premeditazione. Ma come aggravante resta quella dell’uxoricidio. Per la morte di Manuela Teverini, sparita nel nulla nella notte del 5 aprile 2000, è stato condannato suo marito Costante Alessandri. La decisione di secondo grado è stata letta poco dopo le 14 dal presidente Orazio Pescatore che ha confermato quanto in primo grado aveva sancito il gip Giorgio Di Giorgio a Forlì. I 20 anni di pena sono il frutto dello sconto di un terzo per il rito Abbreviato con cui era stato processato Alessandri, partendo da una pena base di 30 anni. Da liquidare poi trecentomila euro per la figlia Lisa che all’epoca della scomparsa della madre era piccolissima ed ora vive in Irlanda; 200mila euro alla madre di Manuela Teverini, Elsa Belli; 150mila euro per ognuno dei 5 fratelli e sorelle della scomparsa, Antonella, Marinella, Gabriele, Piero e Ivano.

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