SAVIGNANO SUL RUBICONE. È stato espulso in quanto “persona pericolosa per la sicurezza pubblica”, dopo che il suo nome era emerso nell’ambito di un’indagine anti-terrorismo, e rimpatriato ieri un 34enne marocchino che viveva nel Comune di Savignano sul Rubicone, in provincia di Forlì-Cesena. Lo fa sapere, in una nota, la Questura della provincia romagnola, che ieri ha eseguito il provvedimento di “inammissibilita’ in area Schengen” nei confronti del 34enne. Il profilo dell’uomo, si legge in una nota, era emerso “nell’ambito di un’indagine a carico di un suo connazionale”, arrestato nel 2017 per associazione con finalità di terrorismo in quanto “risultato affiliato allo Stato Islamico e accusato di aver diffuso sul web la propaganda del Califfato, con l’obiettivo di reclutare nuovi combattenti”. Lo sviluppo degli elementi emersi nel corso dell’indagine “ha consentito di tratteggiare la figura del 34enne marocchino come persona pericolosa per la sicurezza pubblica”, e per questo motivo “è stata adottata dall’Italia la decisione di inammissibilità nel territorio dell’Unione europea”. L’uomo, fa sapere la Questura, era entrato regolarmente nel territorio nazionale prima che fosse emesso il provvedimento di inammissibilità e “si trovava in Italia dallo scorso autunno per motivi sportivi, essendo praticante di atletica leggera a livello agonistico”. Rintracciato nei giorni scorsi dalla Divisione investigazioni generali e Operazioni speciali della Questura, nei suoi confronti “è stato rapidamente portato a termine l’iter per l’espulsione da parte dell’Ufficio immigrazione, che ha proceduto al rimpatrio coattivo in Marocco, con scorta internazionale, ieri pomeriggio dall’aeroporto Marconi di Bologna, in esecuzione del provvedimento di espulsione emesso dal prefetto di Forlì-Cesena”.

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