“Territori comuni”, serie di iniziative legate alla comunità

Convivenza, sostenibilità, equità. È su questi temi che a partire da domani l’assessorato all’Immigrazione del Comune di Ravenna lancia una lunga serie di iniziative che andranno avanti fino all’inizio di aprile. Il percorso, dal titolo «Territori Comuni», si dipanerà in vari luoghi della città e del forese, attraversando varie discipline: dall’arte alla fotografia, dalla letteratura al teatro. «Andare alla scoperta di Ravenna e del suo circondario attraverso molteplici modalità di comunicazione, mettendoci in ascolto, ma anche partecipando attivamente a forme espressive diverse ci è sembrato un modo stimolante per aprirci ad un territorio vasto e multiforme di cui andare molto orgogliosi» afferma l’assessora al decentramento, Federica Moschini.

Le iniziative

Per quanto «Le forme del vedere i territori», domani è previsto il primo incontro del laboratorio di fotografia «Abitare gli spazi» condotto da Luca Gambi alla Casa delle culture di Ravenna. Completamente gratuito, permetterà ai partecipanti, tra cui anche un gruppo di beneficiari del Sai (Sistema accoglienza integrazione), di imparare i fondamenti della fotografia; i progetti realizzati saranno poi esposti durante il Festival delle Culture dal 10 al 12 giugno. Sempre domani alle 17,30, inoltre, verrà inaugurata la mostra fotografica di Giampiero Corelli e Barbara Gnisci «Sulle orme di una comunità invisibile: i Rom di oggi e di ieri» allestita nello spazio espositivo Pr2, in via D’Azeglio 2. Il 6 marzo alle 14 è invece in programma, a partire dalla Tomba di Dante, «Ci rubano le tombe! Storie di immigrati di successo», camminata interculturale che metterà in relazione i personaggi di Galla Placidia, Teodorico, Dante. Domenica 20 marzo sarà invece la volta di «Una pineta lunga sette secoli», biciclettata tra le pinete di Ravenna a tappe con letture di brani delle opere di Dante, Boccaccio, Byron, Dryden, Pascoli, Coetzee e Guberti. La seconda parte del programma, «Le forme dell’ascoltare i territori», inizia il 23 marzo alle 21,30 al Teatro Socjale di Piangipane con le sonorità di Almar’à, la prima orchestra di donne arabe e del Mediterraneo. Il 26 marzo si svolgerà «Il tessitore di foreste», camminata poetica con Tiziano Fratus alle 9,30 alla Pineta San Vitale; sempre Fratus sarà poi alle 17,30 nella saletta Dantesca della Biblioteca Classense per l’incontro «Radico Ergo Sum: sono poiché radico». L’8 aprile alle 21, nella sala pinetale del Parco 1° Maggio a Fosso Ghiaia, Ravenna Teatro/Teatro delle Albe, in collaborazione con Brutture Moderne, porteranno in scena «I fatti-l’aria infiammabile delle pianure» tra trebbi romagnoli e griot africani.

Per «Le forme del gustare i territori» è inoltre in programma, il 15 marzo alle 20 al Teatro Socjale di Piangipane, «Pane e Petrolio», una coproduzione Teatro delle Albe/Ravenna Teatro e Teatro delle Ariette che racconta una generazione che ha attraversato il guado dalla civiltà contadina a quella operaia. La quarta parte del programma, «Le forme del convivere», vedrà a partire dal 3 marzo «Territori comuni, il piacere di scrivere», un corso di scrittura interculturale in programma al centro sociale La Quercia di Ravenna.

In cartellone anche la commemorazione del 35° anniversario della strage della Mecnavi che vedrà due iniziative legate al disastro avvenuto il 13 marzo 1987, al porto di Ravenna, sulla motonave Elisabetta Montanari, dove morirono tredici persone. Lunedì 7 marzo alle 10, al Palazzo dei Congressi di Largo Firenze a Ravenna, è previsto l’evento «Ricordando la strage della Mecnavi» con Angelo Ferracuti, autore del libro «Il costo della vita. Storia di una tragedia operaia» (Einaudi). In programma la lettura scenica de «Lo squalo» del regista Eugenio Sideri; in esposizione anche alcune opere da “Quanti guanti”, un progetto artistico di Giancarlo Gramantieri e Marco Bravura. Venerdì 11 alle Artificerie Almagià la tavola rotonda «Diritto al lavoro sicuro» con il sindaco di Ravenna Michele de Pascale, il presidente del Tribunale di Ravenna Michele Leoni, il procuratore capo della Repubblica di Ravenna Daniele Barberini, il magistrato e consigliere di Cassazione Roberto Riverso, la segretaria generale della Cgil di Ravenna Marinella Melandri, il segretario Cisl Romagna Roberto Baroncelli e il segretario generale della Uil di Ravenna Carlo Sama. Domenica 13 marzo, infine, sarà la volta della commemorazione dei caduti della Mecnavi alle 11 sullo scalone di Palazzo Merlato.

Sabato 12 marzo alle 17,30, al Cisim di Lido Adriano (viale Parini 48), andrà in scena «Come quando fuori pioveva», spettacolo teatrale dei Panda Project mentre dal 21 marzo, nello spazio espositivo alla sala Buzzi di via Berlinguer 11, si potrà visitare la mostra fotografica «Così lontano, così vicino». Nell’ambito di «Territori Comuni» confluisce anche la rassegna letteraria sui diritti e contro le discriminazioni «Scritture di frontiera» a cura dello scrittore Matteo Cavezzali. Il 29 marzo alle 18, alla Biblioteca Classense di Ravenna, sarà ospite Takoua Ben Mohamed, autrice del libro «Il mio miglior amico è fascista». Il 30 marzo arriverà Federico Faloppa, autore di «#Odio. Manuale di resistenza alla violenza delle parole», il 31 marzo la scrittrice e autrice Rai Maria Pia Ammirati presenterà «Vita ordinaria di una donna di strada». Chiuderà la rassegna il 6 aprile, Nadeesha Uyangoda, autrice del romanzo «L’unica persona nera nella stanza». Per l’ultima parte di «Territori Comuni» dal titolo «Le forme della città», il 17 marzo alle 17,30, a Palazzo Rasponi dalle Teste, la collaboratrice di Parola Aperta, Sara Mazzola, presenterà l’incontro «Abitare la prossimità». Dedicato ai nuovi modelli dell’abitare, alla dislocazione e costruzione dei servizi, alla rigenerazione di spazi, di relazioni, temi di responsabilità dell’ente pubblico e del cittadino, l’incontro vedrà come protagonisti Ezio Manzini e Linda Di Pietro. Ezio Manzini è uno dei maggiori studiosi italiani e mondiali di design per la sostenibilità.

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