Terme, agenzie viaggi e bilanci prime vittime del coronavirus

Bagno di Romagna, con la sua economia basata sul turismo termale, è gravemente danneggiata da quanto sta avvenendo a causa del coronavirus.

Ne ha parlato mercoledì il sindaco Marco Baccini, in occasione dell’incontro di enti locali ed associazioni di categoria con l’assessore regionale al turismo ed al commercio Andrea Corsini. Nel suo intervento, fatto anche a nome dell’Unione dei Comuni, ha messo l’accento in particolare su quattro aspetti.

Mazzata sulle terme

«Ho voluto segnalare – spiega il vicepresidente dell’Unione – la necessità di prevedere misure a sostegno del comparto termale. Il settore turistico è quello maggiormente colpito, ma mentre la stagione turistica del comparto mare ancora deve iniziare il comparto termale deve già fare i conti con un’affluenza dimezzata, con un drastico calo per il periodo pasquale a causa di disdette e mancate prenotazioni.

Il guaio delle gite cancellate

Un altro tema di fondamentale importanza – continua Baccini – è quello delle «misure di sostegno connesse alla sospensione delle gite scolastiche, che crea un enorme danno ad agenzie di viaggio, alberghi ed agriturismi. Si tratta di attività economiche di piccole dimensioni, per lo più a gestione familiare, che sostengono il proprio bilancio annuale proprio con questi servizi, il cui venir meno determinerà il rischio di fallimenti o chiusure».

Macigno sui bilanci comunali

Baccini ha espresso inoltre preoccupazione per l’impatto sui bilanci comunali, col calo degli introiti da tassa di soggiorno.

«Il danno all’economia turistica – ha evidenziato il sindaco di Bagno di Romagna – determinerà un rilevante ammanco nei bilanci dei Comuni, quando già sono stati approvati e resi esecutivi i preventivi. Per gli enti medio-piccoli, ma a forte vocazione turistica, l’introito della tassa di soggiorno è un requisito di sostegno stesso del bilancio comunale».

Aiuti alle imprese con un «ma»

Il sindaco del Comune di Bagno di Romagna si è poi soffermato sulla questione dei criteri di accesso alle misure di sostegno e dell’attenzione da porre nella stesura degli atti.

«Mi preme segnalarlo – ha fatto presente in occasione dell’incontro con l’assessore Corsini – a seguito dell’esperienza vissuta personalmente nell’ambito dell’emergenza E45, con la quasi totalità delle aziende che non ha potuto accedere ai contributi perché uno dei criteri di riconoscimento era quello della sospensione dell’attività. Nessun imprenditore, pur in una situazione di crisi, arriva a sospendere anche temporaneamente la propria attività, perché porterebbe automaticamente ad uscire dal mercato di riferimento. Ogni imprenditore cerca di salvare il salvabile, magari mettendo a riposo o in ferie i dipendenti, subendo comunque danni per i maggiori costi o riduzioni di fatturato, ma cercando di mantenere quelle minime relazioni commerciali che rappresentano l’unica via per ripartire».

Ora Regioni e Presidenza del Consiglio sono al lavoro per mettere in campo misure di sostegno economico, ed auspichiamo che «siano adottate in tempi brevi», conclude Baccini.

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