Dopo aver diretto “Gioie e dolori nella vita delle giraffe” di Tiago Rodrigues, l’attore e regista riminese Teodoro Bonci Del Bene reinventa per Emilia Romagna Teatro Fondazione la favola nera di “Romeo e Giulietta”, attingendo al vasto mondo della musica pop e mettendo in luce alcuni degli elementi e dei personaggi caratterizzanti del testo, che raccontano la dinamica del rapporto tra l’età adolescenziale e quella adulta. A pochi giorni dal debutto di “Astronave Italia” nell’ambito del festival riminese Le città visibili, arriva la prima assoluta di Romeo and Juliet – Melo Drama questa sera alle 20.30 nella sala Thierry Salmon del teatro Arena del Sole di Bologna, dove rimarrà fino a domenica 20 settembre. Il regista sceglie uno dei testi di William Shakespeare più amati della tradizione teatrale, che pone a confronto due mondi, quello dei giovani e quello dei genitori: un contrasto che sembra insanabile e senza epoca. Romeo e Giulietta sono infatti estranei all’odio della famiglia, non per ideologia, ma per istinto, un carattere dettato dall’età e dalla loro purezza; ne sono però allo stesso tempo vittime e ne diventano strumento, dando vita al dramma dei due innamorati di Verona. Sul palcoscenico insieme agli attori Carolina Cangini, Jacopo Trebbi e lo stesso Teodoro Bonci Del Bene, un oggetto fondamentale: uno schermo con il quale i corpi sono in costante dialogo. Un monitor che ricorda quelli che portiamo in tasca quotidianamente, ai quali oggi siamo sempre più legati. A pochi semplici mezzi a prima vista non adatti – un computer, alcune webcam e uno smartphone – il regista ha deciso di affidare il delicato compito di girare un “film”, proprio in virtù delle loro caratteristiche, un filtro diretto tra il reale e l’apparenza. Lo spettatore così è lasciato libero di vedere con i suoi occhi la differenza fra ciò che viene proiettato sullo schermo e ciò che sta realmente accadendo dietro le telecamere: una realtà apparentemente molto semplice, finché non la si mette in relazione con l’immagine che se ne sta dando.

«Sono partito dai miei quattordici anni, dai dischi che ascoltavo allora, poi ho ascoltato quelli dei quattordicenni di oggi – racconta Teodoro Bonci Del Bene – . Mi sono interessato ai loro miti, a come vestono e al ruolo sociale che ricoprono. Poi ho scelto le musiche nello spettacolo, quelle dei miei quattordici anni. La vicenda si svolge in Italia: Shakespeare ci presenta una città pervasa dall’odio. Non sappiamo perché le due famiglie in questione si odino, nemmeno loro se lo ricordano. L’odio ha a che fare con la parola “famiglia”. I giovani sono gli eredi naturali di questo odio. Romeo e Giulietta sono estranei per istinto all’odio della famiglia. Tentano in tutti i modi di sottrarsene, ma il loro tentativo è fallimentare, una catastrofe completa. Ho pensato a un film. A uno schermo. Agli schermi che portiamo quotidianamente in tasca, che ci raccontano ogni istante del nostro presente. Quegli schermi che, raccontando la realtà, ne prendono progressivamente il posto. Allora ho sostituito il palcoscenico con uno schermo. Ho lasciato che lo spettatore potesse vedere la differenza fra le immagini proiettate dal vivo e quello che sta realmente accadendo. Giulietta rappresenta il coraggio. È una giovane donna che ha il coraggio di opporsi, di dire “no” a un padre padrone. Sembra quasi impossibile nella società patriarcale in cui è cresciuta. Nel mio spettacolo Giulietta racconterà i fatti, guardando in faccia lo spettatore e Romeo».

Orari: da martedì a venerdì ore 20.30; sabato ore 20; domenica ore 16.30.

Info: 051 2910910
biglietteria@arenadelsole.it

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