CESENA. Era stato denunciato pochi giorni prima dagli agenti del commissariato di polizia dopo che aveva aggredito due infermiere ai giardini di Serravalle.
Il 14 maggio sempre gli uomini del Commissariato di via Don Minzoni sono dovuti di nuovo accorrere per lui. Ma questa volta lo avevano arrestato.
Nnamani Emmanuel Nneameka, 23 anni nigeriano, non è neppure la prima volta che viene ammanettato nei luoghi finiti a giudizio ieri nell’aula del giudice Nunzia Castellano: ossia nella casa d’accoglienza dell’Asp che si trova lungo via Macrelli a Cesena, la strada che collega l’area della stazione a via Cavalcavia.
Il 23enne, sul cui equilibrio psicologico sono in corso accertamenti, per ora ha ricevuto una condanna in continuazione con una precedente. E starà in cella a lungo.
La richiesta d’aiuto al 113 del Commissariato di via Don Minzoni era arrivata attorno alle 16.30 di quel giovedì pomeriggio.
Nnamani Emmanuel Nneameka in quel momento voleva entrare nella struttura. Dove non ha più diritto di stare e dove aveva alloggiato come richiedente asilo in passato, ossia prima di farsi arrestare per rapina ai danni dei gestori della stessa struttura.
Nei dettagli stava terminando alcune operazioni di pulizia del cortile un ospite dell’Asp di nazionalità ghanese. Al quale uno dei responsabili della struttura aveva intimato di chiudere il portone finiti i lavori. Proprio per lasciare fuori Nnamani Emmanuel Nneameka che non ha più diritti di alcun tipo in quella casa rifugio.
Il 23enne è andato su tutte le furie. Ha scavalcato il cancello ed ha raggiuntola cucina della casa. Ha brandito un coltello col quale ha iniziato ad inseguire il ghanese reo di averlo lasciato fuori.
Il tentativo di ferirlo si è poi placato solo all’intervento della polizia.
Infatti il 23enne a quel punto si è scagliato contro gli agenti: aveva mollato il coltello ma ha comunque ferito a pugni e calci un poliziotto. Così era stato arrestato. La convalida dell’arresto si era svolta in video conferenza dalle celle di sicurezza del commissariato. L’uomo (difeso dall’avvocato Luigi Tampellini) ieri è comparso in veste di imputato davanti al giudice Nunzia Castellano.
Era stato sottoposto ad un test psicologico: per ora è stato stabilito che debba essere esaminato anche dal punto di vista psichiatrico. Ma non avendo già certificazioni per lui non ci sono stati particolari sconti dovuti a sue possibili capacità mentali ridotte. Ha patteggiato 8 mesi che in continuazione con i reati del passato lo faranno restare in cella almeno per 2 anni ed 11 mesi. E potrebbe non essere finita qui. A giugno avrà un ulteriore procedimento per altri reati legati sempre all’Asp che lo ospitava e prima o poi dovrà essere giudicato anche per l’aggressione di inizio maggio quando, in pieno regine di lockdown, aveva aggredito due infermiere della “San Lorenzino” ai giardini di Serravalle.

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