Tennis, la favola di Manuel Mazza: era il suo raccattapalle, poi ha battuto Haase

RIMINI. Avete presente quei film americani dove il protagonista all’inizio del film è giovane, squattrinato ed ultimo della gerarchia, ma siccome è bravo, geniale e dinamico al termine della pellicola è regolarmente a capo di tutto e di tutti, anche di quelli che un’ora e mezza prima guardava dal basso verso l’alto? Ecco, una storia simile, fatte le debite proporzioni e come diceva il tale “Fuor di metafora”, è accaduto domenica al Tennis Club Viserba dove Manuel Mazza, giovane talento locale in piena ascesa, ha battuto un ormai ex campione come l’olandese Robin Haase, ex n.33 del ranking mondiale, un signore che in carriera ha guadagnato più di sette milioni e mezzo in montepremi. E’ successo in un match di A2 di tennis, perso 5-1 dal Tc Viserba contro il Tc Vomero di Napoli. Ma quello che è straordinario è che 10 anni fa Mazza è stato il raccattapalle in una semifinale vinta da Haase negli Internazionali di San Marino, torneo vinto poi dal Tulipano. Da Ballboy a vincitore, da personaggio di contorno, per quanto utile, come il raccattapalle, a protagonista in campo. Ci è voluto un decennio, ma Manuel ha scalato il suo personalissimo ranking sportivo. Certo, il giocatore riminese non è il tipo che all’ingresso si è rivolto ad Haase dicendogli: “Hey Guy, do you remember me”? Troppo per bene per provocare, ma certo se ci fosse stato un regista come Tarantino a girare il film al termine non ci sarebbe stata solo la stretta di mano, ma magari un gesto leggermente più eclatante di Manuel, una roba alla Django… magari.
Per capire l’importanza, soprattutto psicologica della vittoria, bisogna riavvolgere il nastro e partire dall’inizio di un 2021 davvero magico per Manuel: “E’ stato l’anno delle prime volte – dice lui – l’anno dei primi punti Atp, delle prime vittorie importanti in tornei di livello internazionale, la prima volta che sono approdato nel tabellone principale in un Challenger”. E’ stato anche l’anno di sconfitte dolorose come quella contro l’argentino Descotte nel 25.000 dollari di Lesa: “Ogni tanto ci penso a quella partita, ho avuto buone chance di vincerla e di andare avanti nel torneo perché non avevo avversari impossibili, sono le prime esperienze che fanno crescere sotto tutti i punti di vista”. La vittoria contro Haase, presentatosi anche a Viserba con il calzettone lungo d’ordinanza, è stata la ciliegina sulla torta: “Lui non ha giocato il suo miglior tennis, ma anche se non è più il giocatore che ha raggiunto il ranking n.33 del mondo (attualmente è n.226. ndr.), sa giocare e fa i Challenger. Era fisicamente in difficoltà e ogni volta che ne avevo la possibilità lo facevo muovere, però ogni volta che trovava la palla erano guai, è sempre temibile quando può colpire ed ha in mano lui il gioco, è un grande giocatore. In doppio è ancora fortissimo, del resto ha fatto finale agli Australian Open, quarti a Wimbledon e agli Us Open”. Da raccattapalle a vincitore, come ci sente?
“Nel 2010 sono stato il suo raccattapalle in una semifinale a San Marino, ma anche fare i raccattapalle fa crescere, è una bella esperienza, vedi i giocatori da vicino, impari, poi se batti un giocatore che hai assistito da giovanissimo è una bella soddisfazione”. Ora si tratta di guardare al prossimo anno: “Ancora non ho fatto la programmazione, sicuramente i primi tornei internazionali li farò a febbraio, dopo la serie A farò una preparazione mirata, poi farò tanti tornei Itf, cercherò di stare molto fuori, in giro per il tour. Intanto chiuderò l’anno facendo l’Open nazionale a Riccione”.

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