Federico Gaio riparte da Torino, città che nel 2021 promette di essere la capitale del tennis azzurro, sia perché ospiterà (fino al 2025) le Atp Finals, sia perché nella città piemontese sta crescendo una scuola agonistica di altissimo livello che ha già lanciato in orbita nel giro del grande tennis Lorenzo Sonego.

Martedì è cominciata la preparazione in vista della prossima annata, un momento che rappresenta una vera e propria svolta per il 28enne faentino. «Il mese scorso ho interrotto la collaborazione con Daniele Silvestre e il preparatore atletico Umberto Ferrara, che hanno deciso di dedicarsi a un altro progetto, e quindi farò base a Torino, allo Stampa Sporting, seguito da Fabio Colangelo. Punto di riferimento importante sarà anche il preparatore atletico Riccardo Zacco, e un prezioso aiuto verrà da Danilo Pizzorno con la sua video-analisi. Inizio con tanti stimoli questa avventura, nello stesso circolo in cui si allena Lorenzo Sonego con il suo coach Gipo Arbino, club che ospiterà anche gli allenamenti dei protagonisti delle Atp Finals».

Il romagnolo archivia così, a suon di allenamenti torinesi, un 2020 davvero particolare: «Un anno cominciato con l’Australia in fiamme e proseguito poco dopo con l’emergenza coronavirus che ha sconvolto tutto il pianeta e quindi anche il mondo dello sport – sottolinea Federico – Il circuito internazionale si è fermato a inizio marzo e per come si erano messe le cose dal mio punto di vista è già andata bene che l’attività sia ripresa ad agosto e si sia potuto giocare altri tre-quattro mesi, dopo i due iniziali, una prospettiva che a un certo punto pareva impossibile».

Gaio chiude il 2020, salvo qualche piccolo movimento finale, al 137° posto Atp, dopo aver toccato a febbraio il proprio best ranking, al numero 124. Un bilancio positivo: «Dopo un avvio di stagione così così, il successo nel Challenger di Bangkok mi ha fatto avvicinare alla Top 100, peccato che lo stop causa pandemia sia arrivato proprio nel momento in cui non avevo punti da difendere in classifica. E’ l’unica recriminazione che posso avere, per il resto non mi posso lamentare: anche dopo la ripresa ho giocato abbastanza bene e, considerando che sono uno a cui piace mettere nelle gambe tante partite, lo stesso può dirsi anche per il finale di stagione».

Ora si cerca di capire cosa succederà in vista degli Australian Open. «Ad oggi l’unica vera certezza è che non ci sono certezze – racconta il faentino – Sappiamo che ci sono contatti quotidiani fra Atp, federazione australiana che organizza lo Slam e governo locale, per niente intenzionato a mollare sui 14 giorni di quarantena. L’indicazione dello Stato di Victoria è che fino all’inizio di gennaio nessuno possa entrare nel Paese se non è residente, per cercare di gestire il ritorno di tanti australiani per le festività natalizie e di fine anno. Su questa base credo sia molto probabile lo slittamento del torneo di un paio di settimane, però ci è stato detto di non prenotare ancora biglietti aerei e alberghi fino a quando non ci sarà ufficialità sulle date e il format. Già, perché al momento non si sa nemmeno se si disputeranno le qualificazioni e questo, con la mia attuale classifica, è determinante sull’affrontare o meno la trasferta Down Under». Chiari gli obiettivi del 2021 per il faentino. «L’intenzione è quella di arrivare bello carico fin dall’inizio dell’anno per puntare a partire bene e sfruttare poi quei mesi in cui non ho scadenze in termini di punti. L’ingresso tra i primi cento del mondo è la priorità, io lavoro sempre per arricchire il mio bagaglio tecnico-tattico oltre che atletico, e risultati e classifica ne sono una conseguenza».

Infine due parole per la sua squadra del cuore, il Cesena: «Sono sempre in giro, ma mi fa sempre piacere veder vincere i bianconeri, sono anche contento che lo stadio sia stato valorizzato grazie anche alle partite di A dello Spezia. Spero che il Cesena torni in B, è una città piccola, ma sempre con una grande tradizione a livello calcistico».

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