Il dubbio che la ex moglie avesse altre relazioni lo ha spinto a trasformarsi in un investigatore privato “fai da te” e a piazzare telecamere in casa e gps nell’auto.

Modalità che hanno confermato i suoi sospetti ma si sono rivelati un boomerang per l’uomo che per lo stalking nei confronti della donna e le interferenze illecite nella sua vita ha patteggiato davanti al gup Corrado Schiaretti la pena (sospesa con la condizionale) di un anno di reclusione.

Controlli asfissianti

Protagonista del caso un 60enne faentino chiamato ieri a rispondere in tribunale a Ravenna degli atti persecutori nei confronti della donna con cui aveva avuto una relazione affettiva. Secondo quanto contestato, l’uomo (assistito dall’avvocato Alice Rondinini) dalla primavera del 2016 e fino al marzo del 2019 in più occasioni si era fatto trovare nei luoghi abitualmente frequentati dalla ex chiedendo conto anche alle persone che si trovavano con lei o che conosceva dei motivi per cui si erano visti.

Spionaggio fai da te

Un’ingerenza nella sfera privata della donna che l’aveva costretta a cambiare le proprie abitudini di vita tanto che la signora si era vista costretta a parlare sottovoce in casa con i propri figli e a evitare di andare in giardino nel timore di essere spiata. Timori evidentemente concreti visto che l’uomo aveva installato telecamere di videosorveglianza che puntavano proprio verso il giardino e l’ingresso dell’abitazione della donna con le quali aveva ripreso i suoi passaggi e quelli di quanti si trovavano con lei. Inoltre il 60enne aveva messo sotto controllo anche l’auto di lei, piazzando un gps per monitorarne gli spostamenti.

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