RIMINI. Ogni turista che sceglie di trascorrere le vacanze sulla riviera romagnola destina una parte dei propri risparmi all’amministrazione comunale che governa il territorio in cui ha prenotato la camera d’albergo. Complessivamente, la riviera romagnola fattura oltre 21 milioni, sommando le entrate garantite dall’imposta di soggiorno dei Comuni che vanno Ravenna fino a Cattolica. Risorse economiche che nella maggior parte dei casi sono destinate alla valorizzazione dell’offerta turistica, attraverso la promozione di eventi e la riqualificazione di paesaggio e infrastrutture. Uniche eccezioni, i Comuni di Bellaria Igea Marina e Savignano, che non applicano alcuna imposta di soggiorno (Savignano l’ha eliminata nel 2016).
Ecco la “mappa” dell’imposta sull’intera Riviera.


Rimini
A Rimini, per dormire una notte in un hotel a 3 stelle ciascun ospite deve versare al Comune 2 euro (50 centesimi in più della scorsa stagione, dopo l’adeguamento delle tariffe in vigore dal 1 gennaio). Per riposare in un hotel a 4 o 5 stelle, invece, la tariffa è di 3 e 4 euro, mentre per affittare una camera di una struttura a 1 o 2 stelle l’imposta è di 50 e 70 centesimi. Tutti costi da intendersi per persona, per notte. Importi che nel 2018 hanno permesso al Comune di Rimini di incassare circa 7,3 milioni di euro. Una cifra in linea con quella registrata in media a partire da ottobre del 2012. La somma ricavata, così come previsto dalla legge in materia, è stata destinata a finanziare interventi per la valorizzazione e la promozione dell’offerta turistica. Tra questi primeggia la realizzazione della nuova condotta fognaria che ovvierà allo scarico delle acque scure in mare. Più nello specifico, per il 2018 circa il 60% delle risorse è stato investito in interventi di riqualificazione, da quelli del verde pubblico a quelli sulle spiagge, passando per trasporto pubblico e illuminazione delle zone turistiche. Il 23% è stato invece destinato a iniziative culturali, tra cui anche quelle legate alla riapertura del teatro Galli. Il 17% è stato impiegato per eventi e manifestazioni internazionali come il Capodanno più lungo del mondo, altri per la Molo street parade, la Notte rosa, “Al Méni”, e il calendario di Ferragosto. La novità in materia, è che a partire dal 1 aprile l’imposta di soggiorno toccherà anche chi prenota le vacanze con Airbnb.


Riccione
Anche a Riccione la tassa è articolata secondo diverse fasce, a partire dai 50 centesimi per un hotel da 1 stella, ai 70 centesimi per un 2 stelle, a 1,80 per i 3 stelle e 3 stelle superior, 3 euro per i 4 stelle e 4 euro per un 5 stelle. «Nel 2018 – dichiara l’assessore al bilancio Luigi Santi – la tassa di soggiorno ha fruttato 4,5 milioni. Una cifra che abbiamo investito in iniziative e interventi finalizzati alla promozione del territorio e al costante miglioramento dell’offerta turistica». Qualche esempio: «Gli eventi di Radio dj, quelli dedicati al giornalismo di inchiesta di Dig, Challenge Riccione, oppure per gli allestimenti natalizi ed estivi, come quelli dell’Ice carpet. Novità di quest’anno è l’utilizzo per il finanziamento di un’opera pubblica: 1 milione per riqualificare l’ultimo tratto del lungomare in direzione Rimini».


Misano Adriatico
Le tariffe del Comune di Misano Adriatico prevedono 50 e 70 centesimi per strutture a una e 2 stelle, 1 euro per gli hotel a 3 stelle, 1,20 per i 3 stelle superior e 1,50 per i 4 stelle. Cifre che nel 2018 hanno portato a «un incasso di circa 380mila euro – riferisce il sindaco, Stefano Giannini – utilizzati interamente a parziale copertura della spesa corrente del turismo, che ammonta a oltre 700mila euro». «L’onere principale di spesa – precisa il primo cittadino – è legato alla quota per la Motogp, per la quale il Comune investe circa 80mila euro, cui vanno aggiunte le spese per gli eventi collaterali che ammontano complessivamente a oltre 50mila euro».
Cattolica
Il comune più a Sud della Romagna ha stabilito invece una tariffa unica per strutture a una o 2 stelle, pari a 50 centesimi, 1 euro per gli hotel a 3 stelle e 1,50 per quelli a 4 stelle o 4 stelle superior. L’incasso 2018 è stato pari a poco meno di 1,2 milioni. «Nel 2018 sono stati accertati, come recupero, due introiti diversi – dichiara il sindaco Mariano Gennari – a titolo di evasione dell’anno 2015/2016, 34mila euro, mentre per il 2017, 29mila euro. Importi impiegati in misura equivalente tra opere di manutenzione e riqualificazione, e promozione del territorio con l’organizzazione di eventi».


Cervia
La tassa di soggiorno ha fruttato alle casse comunali di Cervia circa 2 milioni e 750 mila euro. Le tariffe prevedono il pagamento di 0,50 euro per ogni turista che frequenta gli alberghi a una stella, salendo progressivamente a 0,70 (2 stelle), 1,50 (3 stelle e superior), 2,50 (4 stelle e superior) e 3 euro (5 stelle e superior). Nel periodo di bassa stagione le tariffe calano da 0,20 a 0,50 centesimi, rispetto a quelle dei tre mesi di punta – giugno, luglio e agosto. Nel 2018 il Comune ha investito questi soldi in opere pubbliche (2 milioni), mobilità (350mila euro), promo commercializzazione (100mila euro) e sicurezza (100mila).
Ravenna
Per soggiornare in hotel da una e 2 stelle a Ravenna si deve corrispondere, a titolo di tassa di soggiorno, una cifra pari a 1 euro, che sale a 2 per gli hotel a 3 stelle e 3 stelle superior, a 3 euro per i 4 stelle e 4 stelle superior, e a 4 euro per i 5 stelle e 5 stelle superior. Importi che hanno portato il Comune a incassare, nel 2018 2 milioni e 231mila euro. Di questi, come precisano dall’amministrazione comunale, 322mila sono stati destinati alle attività di recupero delle quote arretrate. Una fetta consistente dei “guadagni” ottenuti attraverso l’imposta di soggiorno, per un valore pari a 800mila euro, è stata invece impiegata per la realizzazione e la promozione di attività “a rilevanza turistica”, 632mila euro sono invece stati destinati all’organizzazione di manifestazioni, intrattenimento e iniziative finalizzate alla promozione turistica. Alla gestione dei servizi turistici di base e attività promozionali sono destinati invece 386mila, mentre 350mila euro sono stati investiti per interventi di manutenzione nelle località balneari.


Cesenatico
A Cesenatico è stata reintrodotta e applicata per la prima volta nel 2018, nel periodo che va dal 1° maggio al 30 settembre. L’incasso totale: 2,196 milioni (nel 2019 si prevede un calo a 2,140). Una parte del gettito 2018 è servito per realizzare lavori pubblici e manutenzioni straordinarie: 400mila euro per rimette a nuovo 700 metri del lungomare Giosuè Carducci. Una somma ulteriore andrà per la manutenzione dei “Giardini al mare” mentre 365mila euro serviranno alla promozione turistica. «L’imposta di soggiorno ci dà la possibilità di avere più risorse da poter impiegare tanto nella promozione turistica, nella organizzazione di manifestazioni ed eventi quanto nei lavori e nella riqualificazione», spiega il sindaco Matteo Gozzoli.
La misura dell’imposta è stabilita per persona e pernottamento ed è graduata. Si paga dai 0,70 centesimi al giorno per un albergo a 1 stella ai 3 euro per un 5 stelle (1 euro per alberghi a 2 stelle, 1,50 per un tre stelle, 2 euro per 4 stelle) e ancora dai 0,30 a 0,50 per i villaggi turistici e campeggi a 3-4 stelle. Infine 0,70 centesimi per case e appartamenti per vacanza, 0,50 per ostelli e affittacamere, locande, 1 euro per b&b.


Gatteo Mare
A Gatteo Mare dai 3 stelle a salire nel 2019 si pagheranno 2,50 euro, dai 2 stelle in giù, compreso gli affittacamere 1,30, nei campeggi 0,50. La tassa la pagano solo i maggiorenni per un massimo di 5 giorni. Nel 2018 l’incasso è stato di circa 515mila euro. Per la maggior parte, pari a 240mila euro, la somma è stata destinata agli eventi.
San Mauro Mare
Nel 2018 l’imposta di soggiorno ha portato circa 120mila euro. Tutto l’incasso va all’associazione Mare Futuro per gli eventi estivi per turisti.

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