Tari non pagata, nella lista dei morosi anche Ministeri e parrocchie

Tari non pagata, nella lista dei morosi anche Ministeri e parrocchie
Foto d'archivio

RAVENNA. Tre volte all’anno, puntuale come un orologio svizzero, i bollettini per il pagamento della Tari arrivano nelle case dei ravennati e nelle buchette della posta di aziende, associazioni, piccole e medie attività. Un tributo che vale per il Comune di Ravenna alcune decine di milioni di euro, ma che non tutti pagano. Ma quanti sono gli “smemorati della Tari”?


Nel 2014, stando ai dati, si sono stimate minori entrate al Municipio per oltre 1 milione di euro. Le cattive abitudini però, specialmente quelle di non pagare le tasse, non tendono a diminuire nel tempo, quanto piuttosto ad inasprirsi. E così nel 2015 l’ammontare di imposta sui rifiuti evasa è stata di 1,5 milioni di euro e nel 2016 addirittura oltre 3 milioni di euro.
A confermarlo sono i dati di Ravenna Entrate, l’azienda che per conto del Comune si occupa di riscuotere la tassa e, nel caso, di inviare i solleciti di pagamento a tutti i morosi. Una lista, quest’ultima, davvero fitta e che spulciandola porta alla scoperta di autentiche sorprese.

Lo Stato

Tra gli enti che negli anni si sono “dimenticati” di pagare la Tari si trovano ad esempio la Prefettura di Ravenna, 5916 euro relativi al 2014, il Genio Civile (3.299 euro), il comando della Polizia stradale (1.891 euro nel 2014) e persino il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (1.104 euro nel 2014 , altri 1.104 nel 2015, 1.111 nel 2016 e 4.241 nel 2017).
In sostanza lo stesso Stato che tassa i cittadini e li multa aspramente in caso di ritardi nei pagamenti, non paga le imposte ai Comuni per quanto riguarda i suoi immobili.
Talmente assurdo da sembrare improbabile, ma la lista di Ravenna Entrate non mente e il totale del debito è senza dubbio elevato.


Questa è tuttavia solo la punta di un iceberg enorme, fatto in maggioranza di tanti negozianti e imprenditori che nella maggior parte dei casi si sono trovati in difficoltà e per questo rimandano i pagamenti. Eppure accanto a loro troviamo i nomi di associazioni o enti che si fatica a chiarire quali problemi abbiano nel pagare e che in alcuni casi ricevono anche fondi dal Comune.

Circoli

Nella lista composta da centinaia di nomi le sorprese non finiscono mai. Ed è così che spulciando spuntano fuori i nomi, tra i morosi, di diversi circoli

La chiesa

Un ultimo sguardo va infine a realtà della chiesa cattolica. Parrocchie che in questi anni non hanno versato quanto dovuto e che quindi sono risultate morose. “Peccati” da poco a giudicare dagli importi. In questo caso i primi “smemorati” risalgono al 2016, una parrocchia 292 euro non versati, e un’altra 169 euro ancora da pagare. Nel 2017 la morosità ha riguardato invece una parrocchia con 219 euro non versati.

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