Tanti auguri e 101 di questi giorni

Neanche il tempo di illudersi su una squadra con tanti gol nei piedi, che febbraio si è chiuso con due partite di fila senza reti. Pesa soprattutto lo 0-0 di Imola contro un avversario generoso ma inferiore, mentre il 2-0 di Pontedera va catalogato come un incidente di percorso (anche perché in caso contrario il Cesena non va da nessuna parte).
Ieri entrambe le squadre avrebbero potuto vestirsi di bianco e sarebbe stato facile riconoscere il Pontedera: erano quelli che correvano.

In questo assaggio di 2022, il rendimento pazzesco di Pierini sotto porta è stato il vento nelle vele del Cesena: ora che si è preso una pausa fisiologica, sono emerse le crepe del peggior Bortolussi visto ultimamente e di un Caturano che non fa quasi mai la differenza. Con Pittarello, sulla carta l’attacco è da altissima classifica ma ieri non se n’è accorto nessuno. Un discorso a parte riguarda Frieser, uno che in mezzo a una squadra cotta si sperava potesse dare qualcosina in più. Oggi festeggia il suo primo mese a Cesena, una città di cui fino a 40 giorni fa probabilmente ignorava l’esistenza. Il problema è che al momento è il campionato a ignorare l’esistenza di Frieser: quando giocherà la sua prima partita all’altezza della C, allora ci guarderemo indietro ricordando con rinnovato sollievo quelle gare di febbraio in cui fece spavento. Possibile che sia davvero tutto qui? Dopotutto il sito specializzato tedesco transfermarkt lo valuta 1.2 milioni di euro e i tedeschi non sono famosi per l’ironia quando parlano di soldi. Il suo arrivo a sorpresa merita ancora un po’ di pazienza prima di inserirlo nella lugubre galleria dei vari Bonfanti e Proietti fino all’inarrivabile Vascak, un tipo di esterno che ti portava a pretendere un rimborso Irpef nel 730 dopo averlo visto in azione.

Il ritorno degli infortunati e un ritmo normale di allenamenti gioca a favore del Cesena, in un lungo sprint per i play-off che sarà duro per tutti. Tornare a correre è la prima condizione, aspettando che gli addetti alla differenza facciano i piloti del pullman della partita senza esserne passeggeri.

In chiusura, tanti auguri di buon compleanno a un grande dirigente del Cesena, forse il più grande di tutti. Nel suo intimo, ogni allenatore si sente in grado di fare il direttore sportivo. Poi parli col direttore sportivo e dalle sue parole lo senti pronto per fare l’allenatore. Il presidente invece di solito si sente preparato per fare sia il direttore sportivo che l’allenatore. Ad essere sinceri, in fuga ci sono i giornalisti, in grado a turno di fare l’allenatore, il direttore sportivo e il presidente. Ecco: il festeggiato in questione è stato giocatore, allenatore e dirigente del Cesena ed è stato sempre all’altezza.
Dopo una partita come quella di ieri, una sua battuta classica a caldo sarebbe stata: “Braccia rubate all’agricoltura”. Poi si pentiva subito di quello che aveva detto e si metteva a lavorare tutta la settimana sul suo allenatore e sui suoi giocatori. Un trattamento a volte un po’ ruvido, ma se sei sull’orto di una crisi di nervi (restiamo in tema agricolo), ogni tanto ci vuole.
Oggi sarebbero stati 101 anni. E allora tanti auguri a Renato Lucchi, a conti fatti l’unico tuttologo della storia del Cesena, un autista che sapeva guidare il pullman della partita in un mondo pieno di passeggeri.

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