Tamponi sperimantali per una scuola Covid free

Da ieri gli istituti scolastici sino alla prima media compresa hanno riaperto alle lezioni in presenza e il tema dei controlli sugli studenti diventa urgente, anche in previsione di un’eventuale estensione del provvedimento ad altri gradi d’istruzione. Un ritorno sui banchi che lo stesso direttore del Dipartimento di Microbiologia dell’Ausl, Vittorio Sambri, ritiene necessario, ma a condizione si trovi un meccanismo sostenibile di monitoraggio e tracciamento dei casi.

«Per me dobbiamo tenere le scuole aperte a tutti i costi – ha dichiarato nell’audizione in 3ª commissione consiliare comunale – ma dobbiamo inventarci un modo per tenerle sotto controllo sempre, anche da settembre in poi». Quale? L’ideale, per Sambri, sarebbe effettuare test molecolari sugli studenti due volte al mese «ma considerando 600mila studenti in regione, significherebbe 1,2 milioni di test al mese per una spesa mensile di 12 milioni di euro che è insostenibile». E allora ecco una nuova frontiera che è in via di sperimentazione tra Ausl e università. «Ingegneria elettronica di Cesena ha messo a punto il “Group test” che pare funzionare: in pratica una sola provetta per 5 tamponi da testare. Se in media ogni classe ha 25 alunni, significherebbe avere 5 provette a classe e allora i test si ridurrebbero a 240mila al mese: i costi sarebbero sostenibili e il tracciamento possibile».

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