Tamponi rapidi molto attendibili, da Cesena chiesta nuova norma

«Abbiamo chiesto al governo di poter accertare la positività al Covid-19 anche con il tampone rapido antigenico». Lo ha annunciatooggi pomeriggiol’assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini durante la diretta dal Laboratorio unico di Pievesestina con il direttore Vittorio Sambri.

«Allo scopo di intensificare e rendere più efficace l’azione di prevenzione e monitoraggio a livello territoriale – scrivono gli assessori Raffaele Donini e Vincenzo Colla ai ministri Francesco Boccia, Nunzia Catalfo e Roberto Speranza – attraverso specifiche campagne per la somministrazione di tamponi antigenici rapidi, in particolare nelle imprese dell’Emilia-Romagna, riteniamo fondamentale che tale sforzo, sia accompagnato dalla modifica normativa che consenta di riconoscere lo stato di malattia già a partire dall’esito positivo del tampone antigenico rapido».

Si tratta di una richiesta dettata dall’altissima attendibilità che i tamponi antigenici hanno mostrato in questi primi dieci giorni di utilizzo. «Il tampone antigenico ha un meccanismo diverso rispetto al molecolare – ha spiegato Vittorio Sambri che è anche sub commissario regionale al Covid per quanto riguarda il tracciamento -. Rileva la presenza di proteine del virus, non ha la capacità di amplificare il segnale del virus come il tampone molecolare, ma ci permette di individuare con molta rapidità i pazienti che hanno una potenziale carica virale presente nelle alte vie respiratorie». A Pievesestina ha riferito Sambri sono un migliaio i tamponi antigenici processati negli ultimi dieci giorni: «quando in caso di positività si procede per la conferma, questa la si ottiene nel 97-98% dei casi. Questo significa che il tampone antigenico ha una attendibilità molto alta».

La richiesta rivolta al governo è importante non solo ai fini Inps, e per «evitare che l’incertezza in tema di copertura dell’assenza, orienti alla scelta di non sottoporsi al controllo», come fanno notare gli assessori nella loro lettera al governo; ma anche perché, come ha detto ieri Sambri, «Se potessimo ottenere questo tipo si approvazione, il numero di tamponi che potremmo mettere in pista per giorno sarebbe ben più alto dei 21 mila attuali».

La capacità diagnostica della rete dei laboratori pubblici dell’Emilia-Romagna, che adesso si avvale anche del contributo di alcuni laboratori privati, da indicazioni del Ministero «doveva arrivare – spiega Sambri – a 15mila tamponi al giorno per fine ottobre. Ci siamo arrivati con qualche settimana di anticipo e adesso siamo a oltre 20mila al giorno. Questo vuol dire che i laboratori hanno fatto un ottimo lavoro, come rete hanno dimostrato di avere capacità di reazione rapida ed efficace». Ma il picco della seconda ondata ha dimostrato che ancora non è del tutto sufficiente: «Di fronte a numeri così alti qualche giorno di ritardo c’è stato», ha ammesso Sambri, che ha però sottolineato come «il ritardo è stato fatto sulla base di criteri di priorità».

L’uso dei tamponi antigenici ha aggiunto l’assessore Donini ha un impatto anche su un altro dato, oggi molto utilizzato per tenere d’occhio l’andamento dei contagi: il rapporto tra il numero di tamponi fatti e i positivi. «Per regioni come la nostra e il Veneto, da quando facciamo i tamponi rapidi quel dato è sottostimato, perché l’uso del tampone antigenico ci consente un uso ridotto e molto più mirato di quello molecolare».

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