Anche i dipendenti del Comune di Rimini si mettono a disposizione dell’Azienda sanitaria a supporto del contrasto del Covid-19, affiancando il personale del Dipartimento di Igiene pubblica nella fondamentale attività di contact tracing. Sono già arrivate le prime adesioni all’invito lanciato dal sindaco Andrea Gnassi e dalla vicesindaca Gloria Lisi rivolto al personale dell’Amministrazione e in particolare ai dipendenti assegnati a quegli uffici che, a causa dell’emergenza sanitaria, hanno visto una riduzione dell’attività ordinaria. Raccogliendo una richiesta della direzione generale dell’Ausl Romagna, l’Amministrazione ha quindi sondato la disponibilità dei dipendenti a dedicarsi in questa fase di emergenza al lavoro di tracciamento dei contatti dei soggetti positivi al virus Covid-19, attività che sta richiedendo un enorme sforzo di risorse umane da parte dell’Ausl. L’ipotesi dell’Amministrazione era quella di poter dedicare a questo servizio circa una decina di dipendenti, sia tra quelli impegnati in ufficio sia tra quelli che operano in smart working: ad oggi sono già almeno cinque coloro che hanno dato la propria disponibilità e che quindi riceveranno dall’Ausl tutte le indicazioni per il corretto svolgimento dell’attività, che si traduce nel contattare telefonicamente le persone indicate dall’Azienda sanitaria e nel raccogliere le informazioni sui contatti che le persone positive hanno avuto nel tempo.  

“Sappiamo tutti che con l’aumentare del numero di tamponi e dei casi di positività al Coronavirus, l’attività del tracciamento completo dei contatti è diventata sempre più impegnativa e complicata – è il commento della vicesindaca Gloria Lisi – abbiamo quindi accolto immediatamente la richiesta di collaborazione della Direzione sanitaria dell’Ausl e a stretto giro sono arrivate le prime conferme da parte dei nostri dipendenti. A loro va il ringraziamento dell’Amministrazione per aver capito quanto il momento sia delicato e quanto sia decisivo mettere le proprie competenze a servizio della salute della comunità, in particolare per l’attività di screening che è alla base per un’efficace strategia di contrasto all’epidemia. E’ il segno di una città che può e vuole fare squadra attraverso le sue componenti – istituzioni, sanità, cittadini – per far fronte ad un nemico a cui possiamo tenere testa solo se ognuno fa la propria parte”.  

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