“Tagliata non è un centro di accoglienza profughi”: dura presa di posizione di Confcommercio e Federalberghi Ascom

Una dura presa di posizione di Confcommercio e Federalberghi Ascom Cervia in vista dell’estate a Tagliata: “Non siamo un centro di accoglienza profughi”.

Il comunicato

“Confcommercio e Federalberghi Ascom Cervia chiedono pubblicamente che la località di Tagliata non venga più considerata come un centro di accoglienza profughi.

Dopo anni durante i quali si è cercato di accettare la presenza costante – e sempre in aumento – di profughi, la zona di Tagliata non è più disposta ad essere considerata genericamente un centro di accoglienza nella quale far convivere diverse realtà legate a persone in situazioni problematiche e con difficoltà di inserimento nel tessuto sociale.

In questi anni sono stati numerosi i tentativi di convivenza pacifica con i profughi ma, purtroppo, va constatato che è inconciliabile la loro permanenza: sia all’interno di una struttura – che riteniamo non idonea a gestirli in modo controllato – sia in una località che sta facendo tutti gli sforzi possibili per garantire a residenti e turisti un clima sereno e sicuro.

Negli anni, il numero di reati è aumentato drasticamente: le persone hanno paura a denunciare e i tentativi di ripristinare la legalità, purtroppo, non hanno avuto l’effetto deterrente sperato.

A questo punto, dopo gli ultimi fatti di cronaca, l’associazione e il sindacato ritengono sia il momento di mettere un punto a questa situazione e trovare nuove alternative. Su attività economiche, residenti e turisti non possono ricadere le conseguenze della malagestione di chi ospita i profughi, di una carenza di controlli, di continui arrivi – chiaramente in sovrannumero e sproporzionati rispetto alla dimensione della località e della struttura in cui sono alloggiati.

Dopo anni, la località di Tagliata ha già dimostrato il proprio senso di responsabilità verso accoglienza e integrazione, ma ora la situazione è giunta ad un livello insostenibile. Infine, occorre tenere presente la oggettiva coincidenza tra l’aumento del numero di profughi ospitati e l’aumento dei casi di criminalità. Non è più possibile ‘chiudere gli occhi’ e scindere il fatto che il tasso di ospitalità di profughi sia divenuto ricettacolo di situazioni illegali inaccettabili. Comprendiamo che chi ha bisogno debba essere accolto e aiutato ma la reciprocità è un comportamento fondamentale così come chi li ospita deve rispettare le regole e le leggi”.

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