Svolta verde vicino al porto: un bosco urbano tra Ravenna e Marina

RAVENNA Sulla via Trieste, scendendo dal sovrappasso della Classicana, si entrerà nel verde. Alberi, che caratterizzeranno l’entroterra del litorale ravennate e gli spazi retroportuali, piantumati dove ora ci sono terreni incolti o anche destinati all’agricoltura. Sulla via Baiona, invece, arbusti e piantumazioni a caratterizzare, in verde, l’altra sponda del Candiano. Una riforestazione da 10 milioni di euro, finanziata dal Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza. E’ uno dei quattro progetti presentati dall’Autorità di sistema portuale candidati ad attrarre fondi da quello che viene popolarmente chiamato Recovery plan, in questo caso studiato su richiesta del Comune di Ravenna che ne farebbe uno dei fiori all’occhiello del prossimo Piano urbanistico generale (Pug), che fra le altre cose prevederà le stesse quote di verde in ambito industriale rispetto a quelle imposte in contesto urbano.

Diverrebbe infatti una sorta di cintura verde dell’ambito portuale, che vuole essere peraltro solo un primo step: prima si renderebbe alberato il territorio alle spalle di Punta Marina e Marina di Ravenna, in seguito si proseguirà con il riforestare i terreni a ridosso della Classicana, fino a raggiungere la zona di Lido Adriano. La prima fase però, come detto, si troverebbe a disporre di un motore economico importante, ovvero il Pnrr: «Abbiamo presentato al ministero della Transizione energetica, assieme all’Autorità portuale, quello che si troverebbe ad essere un unicum di livello nazionale – spiega il sindaco, Michele De Pascale -. Solo Ravenna ha le caratteristiche per rendere verde tutto lo spazio circostante al bacino portuale, con una cintura verde che racchiuderebbe totalmente lo scalo».

Il piano prevede che l’Autorità portuale sia il soggetto attuatore della prima fase, finanziata dal Recovery fund, e andrebbe ad acquisire le aree private coinvolte: «Alcune sono in questo momento coltivate, anche se in una parte sostanziale sono a bassa redditività agricola, vista la salinità di quel terreno – spiega ancora il sindaco -. L’Ap comprerà quei terreni che non sono pubblici e compirà la riforestazione. Per l’altra sponda del Candiano, vale a dire in attestazione alla Baiona, le spazialità disponibili non sono così ampie e quindi ci saranno meno alberature e più piantumazioni di arbusti e verde in senso generico. I dettagli però verranno con il progetto esecutivo, per adesso il ministero ha raccolto idee progettuali. Credo però che questa si integri perfettamente nella sezione sui green port».

Il risultato finale porterebbe Ravenna indietro di duecento anni: «Nell’Ottocento tutto quell’ambito era zona pinetale. Poi le necessità di riscaldamento a legna e le due Guerre Mondiali hanno ridotto progressivamente quel patrimonio boschivo – ricorda De Pascale -. Da quei tempi, le nostre pinete sono ridotte ad un quarto di quelle pre-esistenti. Con questo progetto, riusciremmo a recuperare una parte consistente di quel patrimonio e a fornirci di un polmone verde importante, che aiuterà anche nell’assorbimento dei gas climalteranti».

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