Sovrapprezzo per il caffé macchiato? Per la maggior parte dei baristi riminesi la risposta è “no”. La politica messa in atto dall’Antica cafeteria di piazza Tre martiri non riscuote grande seguito tra le attività commerciali concorrenti. I gestori dei bar e delle caffetterie intervistate dal Corriere Romagna spiegano infatti di vendere caffè liscio e caffè macchiato allo stesso prezzo. Ovvero un euro e dieci centesimi, contro l’euro tondo a cui viene venduto il caffè normale all’Antica cafeteria, dove però, appunto, per la macchiatura bisogna pagare 20 centesimi in più. Un incremento sul prezzo base che per chi non lo pratica spesso è difficile da comprendere. «Noi siamo all’antica, loro sono giovani, avranno un altro modo», dicono dalla pasticceria Vecchi del borgo San Giuliano, dove in 150 anni di storia di bottega «non si è mai fatto pagare di più il caffè macchiato di quello normale». Invece, alla caffetteria Jolly di via Garibaldi, la proprietaria Paola Venitucci dice di comprendere le ragioni per cui all’Antica cafeteria di Loris Cerbara il caffè macchiato si vende a 20 centesimi in più del classico. «Da noi tutti i caffè, anche il decaffeinato, si pagano 1 euro e 10 – premette la donna – però, se devo essere sincera, le loro ragioni le capisco». Ventucci spiega infatti che «è vero, a noi il latte non lo regala nessuno, e fare la macchiatura richiede una certa lavorazione, anche perché i clienti hanno spesso tante richieste, c’è chi lo vuole macchiato caldo e chi freddo, e comunque il latte va montato». A frenare l’imprenditrice dallo stabilire l’aumento, come spiega, è solo «il pensiero del momento che stiamo vivendo. Forse, con la crisi che c’è, non è il caso di fare aumenti».

“Per pareggiare i conti”

In altri bar, quelli che invece dicono di non comprendere il senso del sovrapprezzo per la macchiatura, si elaborano teorie. Secondo Alberto Fabbri, titolare dello storico Caffé Giovannini del corso D’Augusto, nel caso specifico dell’Antica cafeteria l’aumento del prezzo del caffè macchiato si spiega con la volontà di «non far pagare di più quello normale, venduto a un euro». Per Fabbri, in sostanza, si tratta di una compensazione: «Non a caso il macchiato lo vendono a un euro e 20 e non a un euro e 10. E’ un modo per recuperare quei 10 centesimi, visto che di macchiati comunque se ne fanno di meno che di lisci». La politica del Caffè Giovannini, infatti, è quella del prezzo unico. «Un euro e 10 per tutto – chiarisce Fabbri, – anche per il montebianco». Presa di posizione netta anche al Caffè commercio di piazza Ferrari: «Noi non facciamo nessuna differenza – dichiara il titolare del bar – non ci sembra proprio il caso di far pagare di più per un goccio di latte». Dello stesso avviso anche il bar Romani delle Celle. «Non c’è nessuna variazione e non capiamo perché dovrebbe esserci».

La voce della Fipe

Dal canto suo, invece, Gaetano Callà di Fipe Confcommercio ricorda la libertà dei singoli imprenditori di stabilire i prezzi, ma mette in guardia dal fare aumenti in momenti economicamente “delicati” come questo: «Sono i clienti a decidere quanto pagare per un caffé».

Argomenti:

caffè

prezzo

rimini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *