Il decreto Agosto facilita le modalità di accesso al superbonus energetico e antisismico anche in condominio. A semplificare le cose ci pensa l’articolo 63 del decreto legislativo 140/2020 che permette al condominio di votare a maggioranza anche le modalità di fruizione del credito d’imposta da parte dei condòmini.

In poche parole, la semplice maggioranza dei condomini può votare (e quindi decidere) quali finanziamenti mettere in atto e stabilire per tutti circa la modalità di fruizione del superbonus 110%. Con semplice maggioranza si intende quella ottenuta dagli intervenuti in assemblea, a patto che sia rappresentato quantomeno un terzo dei millesimi.

Si tratta di un bel passo verso la semplificazione, visto che i vari operatori (imprese, banche o istituti di credito), grazie a una decisione collettiva e condivisa presa dall’assemblea condominiale, non saranno costretti a bussare porta a porta per accordarsi con ogni condomino tra sconto in fattura o cessione del credito. Anche il cosiddetto prestito ponte proposto dalle banche ai condominii diventa più semplice e votabile dall’assemblea. A favore del singolo condomino resta la possibilità di optare per la detrazione personale.

Quando è possibile richiedere l’agevolazione in condominio

L’agevolazione condominiale si può richiedere per interventi di isolamento termico. Per esempio, per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale nelle parti comuni, per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari di edifici plurifamiliari funzionalmente indipendenti. Per le case storiche, il superbonus è applicabile solo a patto che queste siano aperte al pubblico.

Oltre a ciò, nell’agevolazione rientrano anche le spese per gli interventi eseguiti insieme ad almeno uno degli interventi principali. Il che vuol dire che saranno detraibili anche gli interventi di efficientamento energetico, l’installazione di impianti solari fotovoltaici o di impianti per la ricarica di veicoli elettrici, a patto che questi lavori si eseguano insieme a interventi “trainanti” come quelli di isolamento termico, di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale o di riduzione del rischio sismico.

Proroghe, accesso autonomo e gestione delle irregolarità

L’emendamento prevede novità anche in tema di proroghe e rinvii. Infatti, considerata la pandemia da Covid, il termine per l’adempimento a carico dell’amministratore di redigere il rendiconto condominiale annuale della gestione viene prorogato fino alla conclusione dell’emergenza sanitaria. L’amministratore avrà poi fino a 180 giorni per convocare l’assemblea e far approvare il documento gestionale. Vengono, inoltre, prorogati a sei mesi dopo la fine dell’emergenza i termini per adempiere agli obblighi relativi agli adeguamenti antincendio, già scaduti a inizio maggio 2020.

L’emendamento chiarisce inoltre la questione legata all’accesso autonomo, nei condomini con ingresso su cortile, giardino, parcheggio e strada privata. La legge sottolinea come sotto la definizione di accesso autonomo all’esterno ricadano anche tutte quelle realtà abitative con accesso indipendente, non comune ad altre unità immobiliari, chiuso da cancello o portone d’ingresso che consenta l’accesso dalla strada, dal cortile o dal giardino. Anche quando queste due ultime opzioni non siano di proprietà esclusiva.

Facilitate, infine, anche le questioni relative ad asseverazioni ed eventuali irregolarità. L’emendamento prevede, infatti, che nel momento in cui vengono presentati i titoli abitativi per gli interventi delle parti comuni che accedono al superbonus 110%, le asseverazioni dei tecnici abilitati “sullo stato legittimo degli immobili plurifamiliari” e i relativi accertamenti allo sportello unico andranno riferiti esclusivamente alle parti comuni degli edifici interessati. Grazie a ciò, le irregolarità relative a unità singole abitative non andranno ad incidere sull’autorizzazione dell’intervento complessivo.

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