Sul Rubicone storico non c’è accordo tra gli studiosi

Rubicone storico: si riaccende il dibattito.

Il sindaco di Montiano ha rivendicato come fiume storico l’Urgon e parlato di scippo mussoliniano. L’occasione è stata la nuova cartellonistica di valenza storica e turistica, per informare chi transita sui luoghi, che ha risvegliato il dibattito, per altro mai sopito, su quello che sia il fiume Rubicone storico. «Sono nato nel 1938 – confida Romano Pracucci, nato a Montalbano nei pressi di Savignano, ora residente a Cesena – quando ero studente era mio insegnante il noto Chino Ferri di Gambettola, studioso attento al territorio, che ci diceva: il Rubicone storico è senza ombra di dubbio quello che passa da Calisese e non certamente quello che passa da Savignano». «Negli anni Ottanta – aggiunge Antonio Gasperini di Montiano – ebbi uno screzio con il professor Donati che asseriva che il Rubicone è di Savignano e non si discute. Visto che ero solito fare lunghe pedalate, per giorni mi sono finto un ciclista venuto da lontano che non conosceva i nomi dei fiumi e ho intervistato gli anziani del luogo nati ben prima del 1933, percorrendo le due aste fluviali. Lungo l’Urgon, da Sogliano a Case Missiroli, tutti gli anziani in coro mi hanno detto che era l’Urgon. Lungo il Rubicone salendo da Capanni, Bastia, Felloniche e Sogliano tutti mi hanno detto che era il Fiumicino. Se non ci fosse stato Mussolini per le popolazioni locali sarebbe ancora così».

Roberto Garattoni, studioso savignanese, si rifà alla “Tabula Peutingeriana”, una copia del XII-XIII secolo di un’antica carta romana che mostra le vie stradali dell’impero romano. Ha appena pubblicato un libro dal titolo “Romagna romana” che tratta un argomento di grande dibattito non solo a livello locale. Spiega l’autore che nella secolare disfida di campanili partecipa ogni città o paese fra Rimini e Cesena per avere il fiume che è entrato nella leggenda e nella cultura mondiale. «Solo rileggendo correttamente la storia – afferma – attraverso gli autori e i documenti antichi, si può capire quale fosse il vero Rubicone dei romani, senza farsi influenzare da ragioni campanilistiche o di puro prestigio. Il fiume di Savignano è stato accusato di aver avuto il suo riconoscimento ufficiale da un decreto governativo d’epoca fascista, concesso per ragioni politiche. Ma questo fa torto a una ricerca che ha visto fin dal ‘700 i massimi studiosi di cartografia e di geografia storica, privilegiando l’unico vero testimone dell’antichità, una “tabula” delle antiche strade romane non soggetta a interpretazioni soggettive».

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