Una studentessa cesenate denuncia: “Non trovo casa per il colore della mia pelle”

«È da ottobre che cerco casa, ho contattato una ventina di appartamenti, ma inventano sempre scuse appena vengono a conoscenza del fatto che sono di colore». È questa la realtà con cui si è dovuta scontrare Valeria Esosa Ekhosuehi, cesenate da sempre, studentessa al primo anno universitario della facoltà di chimica e tecnologie farmaceutiche all’ateneo di Ferrara. Valeria è dell’anno 2002 e, come molti suoi compagni di scuola, finite le superiori si è iscritta all’università, con la voglia di proseguire gli studi e di vivere la vita universitaria in una nuova città, ma si sta dimostrando più difficile di quello che pensava. «Sto cercando casa con un’amica, anche lei di colore. Parlo sempre io con i proprietari degli appartamenti perché sono in Italia da tutta la vita e il mio accento è marcatamente italiano, mentre la mia amica ha un accento francese perché viene dal Togo, e se parla lei con i proprietari neanche ci danno appuntamento per visionare la casa». Numerosi sono stati gli episodi che hanno spiacevolmente coinvolto Valentina e l’amica, ma uno in particolare l’ha spinta a raccontare l’accadimento anche sui suoi social. «Avevo finalmente trovato un appartamento e l’agente immobiliare mi aveva comunicato di richiamare prima di Natale per andare a vederlo. Era tutto pronto, avevo dato come garanzia anche le ultime buste paga dei miei genitori, ma dopo l’ennesimo viaggio da Cesena a Ferrara, sono tornata a casa senza un posto dove stare» racconta Valeria, che si è vista nuovamente negare un affitto per via del colore della sua pelle. «Mi sono passati a prendere in macchina due agenti immobiliari alla stazione di Ferrara per portarmi a vedere l’appartamento in questione. Appena sono salita in macchina ho chiesto se dunque fosse tutto a posto, incredula dopo mesi di ricerche vane, e mi sono sentita dare risposte da brividi». Valentina racconta che alla sua richiesta di una conferma ulteriore si è sentita rispondere da un agente immobiliare che «no, loro non davano l’appartamento ai neri». «Hanno continuato umiliandomi in altri modi, mi parlavano in inglese, come a voler supporre che, dato che sono di colore, non sapessi parlare l’italiano».

Dopo tre mesi di ricerca Valeria ha iniziato a mettere in atto anche qualche accortezza in più, in modo da evitare che la persona che contattava potesse avere dei pregiudizi a priori. «Adesso tolgo sempre la mia foto profilo. Prima non lo facevo e molti neanche mi rispondevano». Però il momento in cui ci si vede fisicamente arriva sempre: «andavo a vedere i vari appartamenti, e tutti prima che arrivassi (e quindi prima di sapere che sono nera) mi facevano intendere che se mi fosse piaciuto sarei potuta entrarci di lì a breve. Ma ogni volta che vedevo dal vivo i proprietari di casa magicamente l’appartamento non era più disponibile. Eppure ho provato più volte successivamente a chiamare con altri numeri di telefono e mi hanno sempre detto che in realtà il posto letto era libero e sulle pagine di annunci continuano a pubblicare la proposta di affitto».

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