Storico circolo di Rimini nega diritto di voto alle donne, socia si ribella

RIMINI. Fa parte di un circolo ricreativo storico ed esclusivo, elegante e ovattato, “Società Casino civico”, ma ha intrapreso una battaglia per dare una rinfrescata alle regole dello statuto, che risale al 1803. In particolare, a quelle che privano le donne del diritto di voto in assemblea e della possibilità di ricoprire cariche elettive. «Una situazione antistorica e anacronistica alla quale spero di contribuire a mettere fine». Maria Antonietta Varisco, vedova con la passione del burraco, alla vigilia del rinnovo della presidenza del “Casino Civico” ha tentato senza successo di bloccare le elezioni sollevando formalmente il problema attraverso una lettera. «È stato inutile, hanno accolto la richiesta con una scrollata di spalle, forse ci hanno perfino riso su: il voto è riservato ai soci effettivi, cioè agli uomini. Le donne invece, relegate in posizione quasi ancillare, sono ammesse solo come “soci temporanei”, una dicitura – si badi bene – esclusivamente al maschile anche nei moduli da compilare al momento dell’iscrizione».

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