Stagione turistica al via il 2 giugno: la Riviera non ci sta

La riviera delle vacanze chiede da settimane una data che indichi l’avvio della stagione estiva. Il ministro Garavaglia ieri ha ipotizzato il 2 giugno, ma è un giorno che non piace. Troppo lontano e soprattutto non consente di sfruttare la Pentecoste, periodo in cui il turista tedesco si mette in moto, Covid permettendo.

“Sapore di mare”

Il ministro al turismo Massimo Garavaglia, ha ipotizzato una possibile data di avvio della stagione estiva: il 2 giugno. «È festa nazionale, potrebbe essere quello il momento». A proposito di isole Covid free, come ad esempio in Grecia, l’esponente della Lega ha quindi spiegato che si tratta di una ipotesi in discussione anche in Italia. Il premier Mario Draghi, informato della data lanciata da Garavaglia, ha aggiunto. «Speriamo, magari anche prima, non diamo per abbandonata la stagione turistica, tutt’altro».

“Non ci siamo proprio»

Per la riviera romagnola «restare a serrande abbassate fino a inizio giugno sarebbe un enorme problema». L’assessore alle attività produttive, Jamil Sadegholvaad, non fa giri di parole commentando l’annuncio del 2 giugno come possibile «data di riapertura dell’industria turistica in Italia». Bocciando anche l’ipotesi di una vaccinazione anticipata per le isole.

La speranza è che il 2 giugno «sia più il riflesso di una simbologia positiva che una ipotesi effettiva».

Certo, prosegue Sadegholvaad, «si apre quando si è sicuri», ma «non è logico proseguire nel tira e molla degli annunci, che mette tutti sull’ottovolante della fiducia e della frustrazione».

Insomma che «senso ha – interroga – annunciare oggi un’attesa di almeno un altro mese e mezzo? Torneremmo esattamente alla situazione di un anno fa», ma con le attese degli operatori «evidentemente differenti», impegnati come sono tra lavori della sistemazione della spiaggia e prenotazioni per la Pentecoste a fine maggio, Germania permettendo.

Sadegholvaad consiglia dunque «cautela nella comunicazione da parte del governo perché genera poi effetti e aspettative». Ed esprime «perplessità sull’ipotesi di anticipare le vaccinazioni per le isole con l’obiettivo di farne aree turistiche Covid free».

La ripresa del comparto turistico «riguarda il Paese e non solo alcune aree», per cui si acceleri la campagna vaccinale complessiva. «Prima gli anziani e le categorie fragili. Poi il resto. In tempi rapidi. Questa la maniera più corretta di affrontare la situazione».

“Apriamo prima”

Contraria al 2 giugno anche Patrizia Rinaldis, presidente dell’Aia Rimini. «Come territorio – ricorda la numero uno degli albergatori – investiamo risorse nella promozione in Germania quando la Pentecoste parte il 23 maggio. Se il governo tedesco consente gli spostamenti e ci sono le condizioni che senso ha aprire il 2 giugno? Si apra prima. Se invece i tedeschi non possono venire in Italia, allora ottimizziamo il calendario: il 2 giugno è mercoledì, il giorno dopo si lavora, sfruttiamo il fine settimana e facciamo partire la stagione il 29 maggio, come l’anno scorso».

Ridare il via alle discoteche almeno all’aperto. La richiesta arriva dal presidente del Silb, il sindacato dei locali da ballo, dell’Emilia Romagna e della provincia di Rimini, Gianni Indino. «Se poi dovessero intervenire problemi ce ne faremo una ragione, ma dopo un anno terribile per l’intero comparto – sottolinea – è urgente poter subito programmare l’estate».

Le discoteche «non si riaprono riattivando semplicemente il contatore elettrico», occorre «fare manutenzione, programmare eventi e serate, fare promozione, reperire il personale». E, aggiunge Indino, «non sarà facile, perché molti lavoratori hanno giocoforza dovuto reinventarsi in altri settori». Ma di certo la stagione turistica «non può prescindere dall’offerta di intrattenimento».

Gli imprenditori, prosegue il presidente Silb, «sono disperati e la rabbia aumenta». L’estate scorsa la Regione ha permesso di riaprire i locali all’aperto seguendo i protocolli, ma per quest’anno «non è ancora dato a sapersi».

Da qui la richiesta che viale Aldo Moro si «faccia portavoce delle difficoltà e insieme di certezze per gli imprenditori e i lavoratori in primis, ma anche per tutto l’indotto che ruota attorno al divertimento, agli eventi, allo spettacolo».

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