Stadio di Faenza, rottura tra Cooperativa dei Manfredi e Comune

Dopo i battibecchi dei giorni scorsi tra Faenza Calcio e Comune, proprietario dello Stadio, gestito dalla Coop dei Manfredi espressione dei rioni, adesso è la Cooperativa stessa, pure lei in rapporti di rottura con l’Amministrazione, ad intervenire per spiegare nei dettagli il perché delle dimissioni avvenute nello scorso mese di agosto. «È stato impossibile lavorare di fronte all’incoerenza del Comune – fanno sapere i cinque componenti del direttivo nel ripercorrere gli eventi –. Nel maggio 2015 abbiamo firmato due convenzioni: la prima per la gestione dello Stadio e la seconda per la gestione del Centro Civico Rioni, entrambe con scadenza a maggio 2024».

Poi ad inizio 2021 «a stadio chiuso causa Covid, abbiamo chiesto all’Amministrazione di approfittare della sospensione per effettuare interventi finalizzati alla ripresa sportiva nel rispetto delle condizioni richieste dal Faenza Calcio e alla riapertura del bar Mordillo nell’area dello stadio stesso. Ebbene a giugno non avevamo ancora ricevuto risposte benché sollecitate, per cui siamo stati costretti a comunicare al Mordillo che non c’erano le condizioni per la riapertura estiva e non abbiamo rilasciato il nulla-osta al Faenza Calcio a garanzia della sicurezza e agibilità dell’impianto».

Richiesta di recesso

Nel contempo la Cooperativa ha chiesto il recesso anticipato della gestione del Bruno Neri «perché – si sostiene nella nota – è utilizzato per dieci mesi all’anno dal Faenza Calcio, mentre da metà maggio a fine giugno è gestito direttamente dal Comune per lo svolgimento delle giostre cavalleresche e per il solo mese di luglio è nella teorica disponibilità dei Manfredi per fare eseguire i lavori di manutenzione al manto erboso. Quindi: non c’è spazio per la Cooperativa».

La rottura

La recessione però non riguarda la convenzione del Centro Civico, infatti «contestualmente – continua l’ex direttivo – abbiamo chiesto di ampliare quest’ultima, facendo presente che i Rioni stanno sostenendo ingenti costi per le stalle, per lo smaltimento del letame, per l’aumento delle materie prime e dell’energia, perciò, onde fare fronte a queste spese abbiamo proposto di poter svolgere attività al servizio del mondo rionale e della cittadinanza, in collaborazione con altri club service del territorio. E su questo, come pure sulla possibilità di recesso dalla gestione dello stadio, l’Amministrazione ci aveva dato la sua disponibilità, anzi era disponibile a rafforzare la convenzione come risulta dalla lettera del 24 marzo 2022 in cui il sindaco ci rassicurava asserendo di lavorare per integrare la convenzione con le nuove proposte condivise nel più breve tempo possibile».

Invece «da aprile 2022 tutto si è fatto nebbia e a fine luglio ci fanno sapere che se ne riparlerà non prima del 2023. Ecco: dinanzi a tale incoerenza che ha messo in grande difficoltà il Consiglio Direttivo, che lavora con spirito di volontariato e gratuitamente, abbiamo deciso di dimetterci».

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