Rimini e gli stabilimenti balneari, mercato fermo: “Arrivano richieste da Sicilia e Campania”

«La vendita di stabilimenti balneari? Il mercato è bloccato, intanto a chiedere informazioni sono in particolare da Sicilia, Campani a Calabria». A segnalarlo l’Immobiliare Marino Ausonia di Rimini che evidenzia anche la giovane età di chi si fa avanti, almeno per capire se sia possibile tentare il salto in Romagna.

Mercato bloccato

Telefonate in arrivo anche «dal Nord-Est della penisola, mentre dall’estero nessuno batte un colpo», aggiungono. Ma c’è poco da stare allegri in una situazione grottescamente ribaltata, «visto che – proseguono dall’agenzia – fino a 6 anni fa era difficile trovare anche un solo stabilimento in vendita». Oltre al danno la beffa dunque. Accantonati gli anni ruggenti della Riviera, da gennaio si assiste «al congelamento della domanda, mentre un tempo erano una quindicina le telefonate che fioccavano in un mese». Le cause? Soprattutto la spada di Damocle della Bolkestein, «ora che si vuole liberalizzare le licenze, acquisibili poi tramite bando». Ma non solo. L’entusiasmo dei potenziali acquirenti è spento anche dalla «mancanza di certezze di fondo, rispetto ad un investimento così importante». Una situazione destinata a rimanere sbilanciata, anzi cristallizzata, «finché – vanno dritti al punto – non si scioglieranno i nodi».

Chi vende

«In questo momento abbiamo ho una decina di stabilimenti sul sito – rimarcano dall’agenzia – ed a proporre le vendite sono soprattutto le famiglie storiche di bagnini», dove i titolari gettano la spugna «sia per raggiunti limiti di età, sia perché i figli non intendono raccogliere il testimone». Difficile fare previsioni sui prezzi che tuttavia «non dovrebbero crollare», si ribadisce evidenziando «l’esempio-base di uno stabilimento di circa 100 ombrelloni che va sui 260-300mila euro». Fermo restando che anche la guerra in Ucraina «ha inferto una batista persino al mercato immobiliare classico», si nota allargando le braccia. Tutti elementi da tempesta perfetta a cui si somma il carovita alle stelle che in un anno toglierà alla famiglia media anche la cifra messa da parte per le agognate vacanze. «Al turismo che sembra un punto di domanda, non può seguire niente di definito», commentano a chiusura.

Niente spese con i rischi

In linea Albertini immobiliare che parla di «linea piatta, anziché di battuta d’arresto. L’anno scorso avevamo tre proposte, – puntualizzano – ma adesso neanche una. Il motivo? Non c’è più alcun interesse, nessuno spende oltre un milione di euro per una spiaggia a Marina centro, a fronte della possibilità di perdere tutto, compresa la licenza. Chi ha un’attività sta alla finestra, – concludono – sperando di potersela aggiudicare di nuovo in virtù degli eventuali investimenti o sforzi profusi. Stand by per i potenziali compratori».

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