Sputnik a 50 euro: boom di chiamate a San Marino da tutta Europa

«Vaccini ai turisti: telefonate da tutta Europa». A mettere sotto i riflettori la questione è l’Iss che precisa: «Ora che lo Sputnik sarà messo in vendita per gli stranieri al costo di 50 euro, dopo la delibera del Congresso emanata il 26 aprile, i telefoni sono roventi. Chiamano anche da Gran Bretagna e Slovenia, ma non possiamo fissare gli appuntamenti, poiché le date delle sedute non sono ancora programmate». Ed aggiungono: «L’Iss deve confrontarsi con le associazioni di categoria, come per esempio gli albergatori. Infatti occorre sapere dove alloggeranno i vaccinati, per monitorarli dopo la somministrazione e prima della partenza».

Ad entrare nei dettagli è il segretario al Turismo, Federico Pedini Amati che ricorda: «San Marino ha seguito sempre la stessa impostazione: immunizzare velocemente cittadini e residenti. E poi, raggiunto l’obiettivo, andar incontro agli altri». Ma l’espressione ‘turismo vaccinale’ non è una definizione che lo trova d’accordo. Perché, spiega, «la questione è più semplice: abbiamo un numero di vaccini tale per cui, una volta immunizzati cittadini, residenti e cittadini residenti all’estero, si ha la possibilità di procedere con le somministrazioni agli stranieri». E ancora: «È una questione che leghiamo al soggiorno nelle strutture alberghiere, non potendo mandare i vaccinati in appartamenti, ma non è vero che sono previsti almeno 3 giorni di soggiorno obbligatori dopo la prima dose e di altrettanti per il richiamo. Al riguardo anzi non è uscito nessun protocollo ed il documento sarà pronto solo tra domani (oggi) e lunedì». Quello che “è certo – prosegue – è che lo Sputnik prevede il richiamo, quindi va venduto e somministrato nella modalità originaria». Poi mette i puntini sulle ‘i’: «In questa proposta non rientrano gli italiani. Al contrario per i frontalieri c’è un tavolo aperto, a cui parteciperanno anche il Ministro ed il Segretario del Lavoro, non sono quelli della Sanità. Ma – conclude – finché non sarà sciolta tale questione, non ne apriremo nessun’altra». Dal canto suo il Segretario alla Sanità, Roberto Ciavatta mette sotto la lente il fatto che «le scadenze dei vaccini sono vicine, anche se non imminenti. Perciò abbiamo deciso di offrire un servizio, vista la generale carenza di fiale in Europa. Tuttavia, tenendo conto delle sensibilità dell’Italia, la proposta sarà rivolta solo ad altri Paesi». E puntualizza: «Quando avremo esaurito o saremo vicini all’esaurimento delle scorte, fisseremo l’interruzione del servizio».

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