Volley A1 donne, la Omag-Mt non si arrende: “La salvezza è ancora possibile”

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Era la partita che poteva cambiare la stagione, il crocevia capace di trasformare la speranza in qualcosa di più concreto. Invece, contro Macerata, la Omag-Mt ha scelto il momento peggiore per sprecare tutto: una sconfitta che sa di occasione colossale gettata al vento, perché quei punti avrebbero potuto spalancare la porta che si affaccia sulla salvezza. Quella stessa porta che ora non è più aperta, ma solo socchiusa e quindi decisamente più difficile da varcare. Con la vittoria piena la squadra di San Giovanni in Marignano sarebbe salita a quota 13 lasciando indietro Perugia (12) e rimettendo Monviso nel mirino a -2 (15). Invece dal tie-break con le marchigiane è arrivato un solo punto che complica maledettamente le cose.

Un tie-break in cui Omag-Mt ha sprecato tre match-ball e arrivato dopo un quarto parziale perso 25-23 quando tutto faceva presupporre una vittoria per 3-1 visto che fino a quel momento la Consolini Volley aveva dimostrato di essere padrona del campo: «Invece è arrivata una sconfitta che non so se riuscirò a digerire ed a capire - dice il presidente Stefano Manconi - i numeri dicono che siamo stati superiori pressoché in tutti i fondamentali: battuta, ricezione, a muro abbiamo addirittura portato a casa 18 punti contro i loro 5. Ma al di là di questo era l’aria che si respirava in campo a dire che avevamo tutta l’inerzia dalla nostra parte. Poi, però, sul 13-12 per noi del quarto set, Ortolani ha chiesto il cambio perché ha sentito male alla spalla destra e da lì abbiamo perso un po’ di certezze che ci hanno portato al quinto set. Ma anche lì sul 13-10 dovevamo essere più determinati per evitare di farci riprendere, sprecare tre match ball, e perdere».

A proposito del tie-break, il presidente Manconi ci tiene a sottolineare un aspetto: «Siccome ho letto e sentito che non si può giocare un quinto set tenendo Ortolani e Zhuang in panchina, volevo dire che il nostro allenatore non è un autolesionista e non ama farsi male da solo. Ortolani è partita in sestetto anche nel 5° set ma ad un certo punto è uscita perché già nel 4° aveva avvertito dolore alla spalla destra mentre Zhuang stava attraversando un momento, soprattutto psicologico, di difficoltà. È inutile cercare capri espiatori, abbiamo perso tutti insieme una partita che dovevamo assolutamente vincere: in campo eravamo noi ad avere una nazionale tedesca, una nazionale cinese e una giocatrice che è nel giro di quella russa. E siamo stati noi a vanificare con errori ed imprecisioni gravi l’ottimo lavoro fatto a muro ed in battuta che aveva costretto Lionetti a sostituire De Cortes, Kokkonen, e Crawford. Nei momenti decisivi del quarto e quinto set ci è probabilmente mancato un leader in grado di prendere in mano la squadra nei momenti più delicati».

Manconi spiega infine il caso-Wilson: «Non è stata ancora tesserata non per colpe nostre, ma perché ci sono problemi con la federazione turca, tanto è vero che c’è un contezioso aperto. Ulteriori operazioni di mercato? Dopo l’infortunio di Piovesan abbiamo tenuto monitorata la situazione nazionale e internazionale ma non è stato possibile tesserare nessuna».

Infine uno sguardo al futuro: «La salvezza è ancora possibile e ci crediamo tutti. Ma da qui in avanti è vietato sbagliare».

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