OMAG-MT 3
BARTOCCINI PERUGIA 1
OMAG-MT: Ortolani, Nicolini, Zhuang 16, Brancher 17, Kochurina 12, Tellone, Caruso 13, Nardo 18, Straube 1. Panetoni (L). N.e.: Bracchi, Piovesan, Parini, Wilson. All.: Bellano.
BARTOCCINI PERUGIA: Kump 1, Turlà, Perinelli 11, Lemmens 7, Vanjak, Markovic 15, Bartolini 3, Mazzaro, Gennari 2, Fiesoli 1, Gardini 14. Recchia (L), Siressi (L). N.e.: All.: Micoli.
ARBITRI: Giardini e Curto.
PARZIALI: 22-25, 25-18, 25-20, 29-27.
NOTE: Durata set: 25’, 26’, 27’, 34’. Totale: 2h4’. Battute vincenti: Omag-Mt 8, Bartoccini 2. Battute sbagliate: Omag-Mt 16, Bartoccini 10. Muri: Omag-Mt 7, Bartoccini 4. Errori: Omag-Mt 36, Bartoccini 24.
Ci sono serate in cui il pallone pesa più del solito. Serate in cui ogni difesa, ogni muro, ogni schiacciata non porta solo un punto, ma un grammo di speranza in più. Per la Omag-Mt, il successo con Perugia (3-1), non è stato un semplice esercizio di tecnica o tattica: è stato un urlo liberatorio che ha squarciato mesi di nubi, dubbi e fatiche. In un Pala Cervia trasformato in una bolgia dai “Nipoti”, le marignanesi hanno giocato con il fuoco negli occhi di chi sa che non c’è più domani, ma solo un adesso da non farsi scappare. Un successo che, sommato alla sconfitta di Monviso a Bergamo, porta a +6 il distacco dalle piemontesi (23 a 17) e per una sera le romagnole lasciano dietro anche Cuneo (20) e Macerata (21) quando mancano tre gare alla fine. Non è stato un anno facile: tra un calendario terribile, alcuni passaggi a vuoto e l’infortunio occorso a Piovesan, la classifica era da coma irreversibile. Ma il dna della Omag-Mt non contempla la resa. Quella di ieri sera è stata la vittoria del gruppo. Quando la palla scottava, quando il fiato mancava, le romagnole si sono guardate negli occhi e hanno deciso che la parola “caduta” non avrebbe fatto parte del vocabolario della serata. Il boato finale e il balletto sotto i tifosi ha avuto un suono diverso dal solito. Non era il classico applauso per tre punti conquistati, era il rumore di un ostacolo abbattuto. Quella zona sicura, che per settimane è parsa un miraggio lontano, ora è lì, a portata di mano. Quel traguardo chiamato salvezza da ieri sera ha un profumo intenso, dolcissimo, che sa di fatica ripagata. Mancano ancora gli ultimi passi, ma con questa grinta il sentiero sembra finalmente tracciato. San Giovanni in Marignano può tornare a sognare, perché le “Zie” hanno dimostrato di avere un cuore immenso perché dopo aver perso il primo set, hanno vinto il secondo e il terzo non senza qualche sofferenza. Ma è nel quarto, dopo aver sbagliato cinque match-ball e aver disinnescato due set ball, che hanno messo il punto esclamativo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA