Omag, un debutto dai due volti alla fine condizionato dai dettagli

Due giorni dopo, l’amarezza è ancora tanta. Perché a Pesaro la Omag non è uscita sconfitta soltanto dal campo, ma anche dalla consapevolezza di aver avuto tra le mani qualcosa di importante senza riuscire ad afferrarlo. Il 3-1 di Vallefoglia lascia soprattutto il rimpianto per quei due set, il secondo e il terzo, entrambi persi 25-23 dopo essere arrivati sul 23-23. Pochi palloni, dettagli che hanno fatto la differenza e che hanno finito per consegnare i primi tre punti della stagione alle marchigiane.

Ma accanto all’amarezza c’è anche la soddisfazione. Perché San Giovanni ha tenuto testa per oltre due ore a una squadra costruita per occupare le posizioni di vertice del campionato, giocando alla pari per larghi tratti e mostrando carattere, qualità e personalità. Vallefoglia ha avuto qualcosa in più nei momenti caldi ma la Omag ha dimostrato di avere le armi per giocarsela anche contro avversarie di questo livello.

E dentro una prestazione di squadra che ha lasciato indicazioni incoraggianti, spicca la prova di Martina Bracchi. La schiacciatrice piacentina, classe 2002, ha chiuso il suo debutto in campionato con 21 punti, 16 dei quali realizzati in attacco su 42 palloni giocati, con una percentuale del 38% di vincenti. A questi bisogna sommare un ace, 4 muri punto ma, soprattutto, dieci break point e il 41% di ricezione positiva.

«Parto dalla sconfitta - dice Martina, alla seconda stagione in maglia Consolini -. Ancora mi brucia perché siamo arrivati a tanto così dal conquistare almeno un punto. Purtroppo abbiamo pagato caro qualche errore di inesperienza, del resto per una squadra giovane come la nostra è uno scotto da mettere in conto. Detto questo, però, sono anche molto orgogliosa di quello che abbiamo fatto insieme a tutte le mie compagne perché abbiamo giocato una gran partita, mettendo Vallefoglia in grande difficoltà. E siamo state brave anche a non perdere mai il focus della gara, anche quando loro hanno rimontato o se ne sono andate: siamo rimaste sempre sul pezzo».

Ci si sposta sulla sua prestazione personale e sulla sensazione che quella 2026-2027 sia una Martina Bracchi in versione deluxe. «Siamo solo alla prima giornata di campionato, quindi la strada non è lunga, è lunghissima. Personalmente sono contenta di quanto fatto. Non so se sia un’altra giocatrice rispetto a quella dello scorso campionato, so, però, quanto lavoro ho fatto con un tecnico come Massimo Bellano e quanto ne dovrò ancora fare. Diciamo che mi sento più sicura dei miei mezzi, quello sicuramente».

E adesso all’orizzonte c’è Il Bisonte Firenze. «Sarà un’altra battaglia, contro una squadra forte, che abbiamo già avuto modo di incontrare di recente, ma sono fiduciosa. Se giochiamo come sappiamo fare possiamo dare fastidio a tutti».

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