Consar Ravenna, il livello è basso: può essere l’anno giusto per tentare il salto in A1

La Consar è quasi a metà del guado ed è forse anche un pochino più avanti in classifica di quanto auspicato ad inizio stagione, nonostante le ultime due sconfitte. Merito del gruppo di Valentini in gran parte, demerito per quanto resta in percentuale di squadre che hanno iniziato il campionato con tutte le intenzioni di salire di categoria ma stanno patendo la falsa partenza commessa. La fine di un anno è sempre una buona occasione per abbozzare un bilancio di massima e a questo proposito il parere di Antonio Valentini è doppiamente importante, visto che a lui la proprietà ha affidato il doppio incarico, prestigioso quanto impegnativo, di allenatore e direttore sportivo.

Provare per credere

Detto questo, la prima domanda è quella se sia il caso di andare oltre il progetto di inizio stagione e cercare di tornare in Superlega, sulla base di indizi precisi come il livellamento piuttosto in basso della A2 e quello che è già un dato di fatto, ovvero che un talento come Manuel Zlatanov (contro Fano al Pala De Andrè c’era papà Hristo, in affrettato viaggio di ritorno da Macerata) è diretto non solo nella serie maggiore ma quanto prima anche in Nazionale, tutte cose che lo collocano comunque lontano da Ravenna: «Ad inizio stagione - argomenta Valentini - l’obiettivo dichiarato era quello di accedere ai play-off e per il girone di andata l’abbiamo già raggiunto (come il diritto a giocare in casa i quarti di Coppa Italia, ndr). Ricordiamoci che la Consar è la squadra più giovane del campionato. Io mi ritengo soddisfatto di quanto fatto, anche perché il nostro intento è quello di far crescere i giovani. In classifica proveremo a fare il massimo, teniamo conto però del fatto che gruppi molto giovani come il nostro sono facilmente soggetti a momenti di alti e bassi, dobbiamo stare lì e vedere cosa succede».

Le parole di Valentini confermano quello che è il confermato piano di volo della società, avanti con fiducia ma anche con questo roster, quindi: «Riguardo al discorso economico dico che avere proprietà come la Consar significa avere una società seria e attenta a non fare passi falsi, senza stravolgere un budget che non è nei primi cinque o sei della categoria. La mia idea è sempre stata quella di avere una squadra giovane con margini di crescita che vuole completare con umiltà, l’importante è avere giocatori con tanta voglia di lavorare perché io sono un lavoratore seriale».

Trasferta scomoda

Domenica la Consar Ravenna chiuderà l’andata con un viaggio scomodo a Pineto, alla luce del momento degli abruzzesi e del loro curriculum casalingo: «Pineto è un avversario forte e in casa gioca sempre bene, in questa settimana stiamo lavorando molto su situazioni di gioco come opporsi alla consistenza delle battute avversarie e ci stiamo preparando per non avere tutti i problemi avuti col Prata, oltre che tornare sui nostri livelli a muro. Veniamo da due sconfitte ma non c’è niente da resettare, solo lavorare e cercare di evitare le problematiche viste nelle ultime due partite».

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