Fine corsa. Dispiace, per due motivi. Il secondo è che la Consar è uscita contro un avversario più debole in un play-off senza una chiara favorita alla luce di un appiattimento del livello dell’A2. Ma il primo è che domenica Manuel Zlatanov, migliore in campo tanto per cambiare, ha disputato l’ultima partita in maglia Consar. Inevitabile, Manuel raggiungerà Bovolenta e papà Hristo a Piacenza formando il trio di martelli del futuro con il rampante Mandiraci. Ecco, appunto: se la Consar, sia pure senza aspirazioni a priori eccessive ma comunque competitive non è tornata in Superlega potendo contare per due stagioni su un fuoriclasse capitato qui da un altro pianeta e su un livello abbordabile del campionato come potrà farlo in futuro?
Servono altre risorse economiche in grado di piazzare due colpi di mercato assoluti (palleggiatore e opposto) elevando il livello di una squadra alla quale da tre anni manca un soldo per fare una lira. Facile? Quasi impossibile visti i tempi grigi che corrono da anni a Ravenna e che solo l’avvento di Ignazio Cipriani ha squarciato in campo calcistico.
Per il resto sempre tempo molto nuvoloso. Il basket sta a galla sgomitando tra le cifre grazie alla passione di un piccolo gruppo di sponsor, la Consar fa da anni quello che può, la Teodora andrà in A3 ma è sommersa dai debiti lamentati dalle giocatrici e dalla stessa società, quindi non ha un futuro delineato. Si naviga a vista, ma non si sa finché la barca andrà. Quella del volley maschile a meno di brutte sorprese, in qualche modo andrà. Ma senza Zlatanov.